Battana. — Piccolo battello a fondo piatto, che si fa muovere con un solo remo, le cui estremità hanno ambedue la forma di pala. In uso nelle lagune di Venezia e di Comacchio, per una sola persona seduta. Ferrar. Batana.
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Remo alla battana: il remo sopra detto, che il vogatore, seduto, tiene con le due mani per la parte centrale, immergendolo in acqua con rapido movimento dai due lati, alternatamente. V.
Pagaia.
— Ad Ancona
Batana:
gabarra (v.).
(Dall'it. ant.
batto [v.]).
Battaurino. — Rete per alborella, usata sul Lago d'Idro, lunga al massimo m. 25, alta al massimo m. 0,50, minimo del lato della maglia mm. 7.
— Quella per vairone, lunga al massimo m. 50, alta al massimo m. 0,50, minimo del lato della maglia mm. 12. (Min. agric., La pesca II 660).
Battellina. — A Venezia, imbarcazione lunga circa 20 piedi e larga 4, affine alla gondola. Descritta da Jal. V.
Battellona. Manca ai vocabolari veneziani.
— Sulle coste istriane e dalmatine, barca da pesca non pontata, lunga da 4,40 a 5,40 metri, con prora slanciata e molto affinata e poppa piena e arrotondata, simile a quella del bragozzo (Min. agric., La pesca II 186).
Battello1. — Nome generico dei galleggianti più piccoli delle lance, mossi dai remi o da una vela o da un piccolo motore, usati dalle navi pel trasporto di persone, e nei porti dai barcaioli e pescatori pel traffico dei passeggeri, e per la pesca ravvicinata. Anche Battellino. V. s.
Barca. Ant. Barcello.
— Da taluni questo termine è impropriamente usato, al modo dei Francesi (Bateau), per designare qualsiasi galleggiante anche grandissimo. (Cfr. Fanfani e Arlia).
— I comandanti dei sommergibili usano spesso, nel linguaggio parlato, e per vezzo, chiamare Battello il loro bastimento.
— A Venezia: imbarcazione più forte della gondola, più larga di poppa e di prua, con un ornamento di ferro alla poppa e uno alla prua. (Jal 275).
— Battello da pesca dell'Adriatico settentrionale, lungo 7-8 metri, con due boccaporti, uno al mezzo e uno a poppavia dell'albero di maestra. Anche Battana. (Min. agric., La pesca II 187).
— Sui battelli del Po v. Jal (275).
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Battello a vapore fu usato per Piròscafo (questo già termine da gazzettieri). (Viani, Diz. pretesi frances., 1858, I 197; Ugolini, Vocab. parole e modi errati; Crusca; Gherardini; Tommaseo e Bellini).
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Battello di tela: in grossa tela cerata, su ossatura in legno, smontabile in due parti, usato dalle torpediniere.
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Battello faro o
Battello fanale: v.
Faro galleggiante.
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Battello-porta: apparecchio per la chiusura dei bacini di carenaggio. Sorta di saracinesca trapezoidale fatta di robuste lamiere, affrontate in modo da formare nel suo interno una cassa a perfetta tenuta stagna. Se questa è piena d'aria la saracinesca può galleggiare, donde il suo nome. Quando si debba chiudere il bacino, il battello-porta vien rimorchiato sull'apertura del bacino e disposto con i suoi orli in corrispondenza
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del gargame di quella. Riempito d'acqua, mediante apposite valvole d'immissione, il battello-porta affonda e la chiusura si compie. La forte pressione dell'acqua esterna, mentre il bacino si vuota, rende più stagna la chiusura. Anche Barcaporta (disus.). Batello-porta nel Dabovich (1883, p. 1211).
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Battello di vigilanza: battello che nei luoghi di mare frequentati è incaricato di invigilare, per soccorrere all'occorrenza i pericolanti.
(Battèllo, [Polo, Cavalcanti, ecc.] derivato di
batto [v.]; non dal franc. ant. batel [sec. XII: Littré], moderno bateau: Bloch, Dict. étym.71; Wartburg, Franz. etym. W. I 281).