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Riprendere. — Ritornare al punto di partenza, quando, alando o alzando a leva leva, si è giunti alla fine dello spazio dove si può camminare (Fincati). — RIPRENDERE LE GRISELLE: v. s. Grisella, Ripigliare. (Fincati). — RIPRENDERE IL MARE: rimettersi a navigare dopo un periodo più o meno lungo di lavori di riparazione o di sosta in un porto. — RIPRENDERE UNA NAVE: prenderla al nemico, dopo che questo se n'era impossessato. (Piquè). V. Ripresa. — RIPRENDERE UN PARANCO: scocciare quello mobile di due bozzelli che sono giunti a baciare, e sartiarne la vetta, incocciandolo di nuovo più in alto, o più lungi dell'altro bozzello che tiene il peso, per rinforzarne l'azione. (Fincati; Piquè). — RIPRENDERE IL SUO POSTO: far rotta e fare le manovre necessarie per ritornare al posto assegnato nella formazione di una forza navale e dal quale uno si era allontanato. (Piquè). — RIPRENDERE LE SÀRTIE, GLI STRAGLI (o altre manovre di questo genere): disfarne le legature, le incrociature, per raccorciarle, se sono troppo logore per essere tesate. (Fincati; Piquè).

Ripresa. — Ricuperare una propria nave mercantile o altra cosa già catturata dal nemico entro ventiquattr'ore dalla cattura. La legge italiana dispone che la nave ripresa sia restituita al proprietario e che da questo venga pagato un compenso alla nave mercantile corsara che ha eseguito la ripresa, nella misura di un quinto del valore, se la preda sia rimasta durante 24 ore nelle mani del nemico, e di un decimo se la ripresa sia stata fatta prima delle 24 ore. Nulla è dovuto se la ripresa sia stata fatta da una nave da guerra. Se la nave predata dal nemico è stata già condotta nei suoi porti, la si considera come perduta per il proprietario e la ripresa viene assoggettata alle regole generali stabilite per le prede fatte sul nemico (Sisto 229-230). Anche Ripreda. (Stratico; Bardesono). — La nave stessa ripresa. (Saverien; Parrilli II 671).

Ripuario: — Commissione ripuaria: quella istituita col trattato di Parigi del 1856 per l'elaborazione dei regolamenti di navigazione e polizia fluviale del Danubio e composta di delegati delle potenze rivierasche di quel tempo. (Sisto 217). — Stato ripuario: nel Diritto marittimo internazionale, ciascuno di quegli stati nel cui territorio passano fiumi internazionali. Usato talvolta anche in luogo di Rivierasco.

Ripulsa. — V. Ripulso. (Guglielmotti). Anche Repulsa.

Ripulso (dell'elica e delle ruote). — «Differenza tra la velocità reale della nave stessa e quella ch'essa acquisterebbe se l'elica o le ali delle ruote avessero nell'acqua in cui si muovono un punto veramente fisso, cioè se l'acqua non cedesse alquanto sotto il loro impulso, nel qual caso esso andrebbe tutto in vantaggio del cammino della nave come nelle madreviti metalliche e negli ingranaggi». (Fincati). Anche Repulsa, Ripulsa. Non si usa; si chiama Regresso.

Riquadratura. — Parte di asta o di pezzo, non rotonda come il resto ma a sezione rettangolare o poligonale. Riquadratura al mezzo del pennone, al colombiere degli alberi, ecc. (Guglielmotti).

Riquadro. — Detto di boccaporto: la intelaiatura. (Corazzini). Non si usa; si chiama Battente.

Risacca1. — Movimento di riflessione delle onde da un ostacolo verticale, come nell'interno dei porti e delle rade ristrette. V. Rimpotìo. (V. Parrilli). Venez. Antimama, tarant. Azzueppo. — V. s. Tirannia, e Rimpotìo. — La risacca è anche causata dall'incontro di più correnti. (Roffia). In questo senso non si usa. — Onda di risacca: v. s. Onda. (Risacca, essendo conosciuta dal Pantera [1614], deriva dallo spagn. resaca, di senso uguale, che fu ricavato da resacár, nel significato etimologico di « tirare indietro ». Il franc. ressac venne dal provenz. ressaco, a sua volta pure d'origine spagnola: Dict. général; Bloch, Dict. étym. II 228; Gamillscheg, Etym. W. franz. Spr. La variante rinsacca e il verbo risaccare sono invenzioni del Guglielmotti, e rinsaccare non si connette con risacca).

Risacca2. — Barca larga e piatta per i luoghi di basso fondo. (Corazzini). Sconosciuto.

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