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Billalo. — Bastimento per traghettare da Manilla alle altre isole Filippine, con una larga costruzione e due alberi a vela latina. (Corazzini). Pare che sia il Bilallo, che lo stesso Corazzini cita come forma francese (") corrispondente a Guilalo (v.).

Bimaglia. — Rete usata nella provincia di Milano, lunga m. 100, con maglia dei mantelli di cm. 25, della retina cm. 10. Anche Maggiora (Maggiura da sturión). (Min. agric., La pesca II 669).

Bina. — Grande rete a nappa e zerbera, della forma dei zerbarài delle valli per la pesca degli storioni. (Corazzini).

Binato: — Impianto binato: sistemazione di due armi identiche (cannoni; tubi lanciasiluri) affiancate e vicine, in modo da giovarsi, per taluni servizi, di un unico congegno. — Torre binata: torre corazzata che racchiude e protegge due cannoni del medesimo calibro, affiancati.

Binda (Term. disus.). — V. Benda. (Genov. binda, anche « fascia »; veneziano binda « benda », e in senso marin. benda, ma nel sec. XIV o XV binda: Jal).

Bindare (Term. disus.). — V. Bendare. — Bindatura: l'operazione del bindare. (Laugieri, 1880).

Bireme (Venez. sec. XVI). — Le fuste (v.) erano dette Biremi perché avevano due remi al banco. (1529: Jal). — Secondo scrittori del sec. XV e seguenti; galeotta da 14 a 20 banchi. (Guglielmotti: Jal 293).

Birro. — Sbirro.

Birusi (Masch. plur.; Corazzini). — Inferitori. È errore per Borusi, come indica anche il posto alfabetico (I 354). V. Borosa.

Biscaglina1 (Term. sec. XVII). — Sorta di bastimento a vele quadre della Biscaglia. (Pantera 40). Anche Biscaina (v.).

Biscaglina2. — Scaletta da marinai con staggi di corda e pioli (tarozzi) o tavolette di legno, sostenuta penzoloni. Anche Biscalino, Boscaglina, Boscaino, Boscalina, Buscalina, Buscarina; genov. Büscaginna, Büscainna, Biscainna; venez. Scala boscaina, istr. Scala bruscalina. (Come pare, da biscaglino, biscaino, di Biscàglia, in parte delle forme riportate con avvicinamento a scala, forse perché usata prima nel Golfo di Biscaglia o da bis + scala ").

Biscaglina (Navigare alla ~) (Term. sec. XVII). — Vuol dire « armando il bastimento in società per le spese e pei guadagni, in corso e mercanzia », secondo l'usanza di Biscaglia. (Pantera, 1614: Guglielmotti).

Biscaina (Term. sec. XVI). — Biscaglina (bastimento). (Lasca: Zaccaria, Elemento iber. 449).

Biscainna (Genov.). — V. Biscaglina.

Bisce. — V. s. Bruma (terèdine). Anche venez. Bisse. (Bissà: bucherato dalle brume).

Bìschero. — Pernuzzo o caviglia da attaccarvi le corde nautiche, specialmente le piccole, vicine e parallele. Pare sia un significato allestito dal Guglielmotti, d'altronde sconosciuto affatto.

Bìscia. — Ognuno degl'intagli praticati in tutti i madieri per far liberamente fluire verso il pozzo della pompa di sentìna l'acqua che si raccoglie tra un madiere e l'altro. Anche Anguilla, Ombrinale di stiva.

Bisciabova (Term. ant.). — V. Bissabova.

Biscione. — V. Bissona. (Guglielmotti).

Bìscolo (Venez.). — Di barca (o trave, ecc.), che dondoli facilmente in senso trasversale, per costruzione difettosa. (Ninni 160). V. Bèrgolo. (Venez. bìscolo «altalena», biscolàr « dondolare; altalenare; rollare [della barca] »).

Biscotteria (Term. ant.). — Luogo nei porti dove erano i forni da cuocere e distribuire il biscotto. (Tommaseo e Bellini).

Biscotto. — Pane cotto due volte, e fino a che diventi assai duro; a forma di schiacciata, bucato nel mezzo. Se fatto con farina di grano di buona qualità, a perfetta cottura, si ripone intieramente asciutto e può serbarsi per molti mesi in buone condizioni. Il biscotto veneziano era esente dal tarlo, tanto che nel 1821 fu trovato sanissimo e non sgradevole alquanto biscotto lasciato dai Veneziani in Candia nel 1669. (Mutinelli 63). Sulle navi è comunemente chiamato Galletta. V. Mazzamurro, Frisòppo. Ora si mangia a bordo solo quando non si fa il pane. V. Caponata. Stat. ven. (1255): Biscotus. (V. gli articoli dello Jal (294), e Encicl., It. XVI 304).

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