Schierare un'armata. — Metterla in ordinanza, a schiere. (Corazzini). Non in uso. Oggi si direbbe: Assumere uno schieramento; Disporre su di uno schieramento.
Schifare. — Dato dal Guglielmotti per « Mettere o portare nello schifo »; Corazzini propone: Inschifare. Non sono nell'uso.
Schifata. — Quantità di persone o di merci che può stare o essere trasportata in uno schifo. (Guglielmotti). Poco usato.
Schifetto. — Piccolo schifo. (Buti: Tommaseo e Bellini).
Schifo. — Grosso palischermo adoperato dall'equipaggio al servizio d'una nave mercantile, come canotto. Poco usato.
— Piccola imbarcazione, leggerissima, stretta e lunga, a un vogatore, fornita di due remi situati sulle scalmiere e fuori del bordo, con sedile scorrevole e senza timoniere. Anche Skiff.
— (Sec. XIII) Piccola imbarcazione veneziana. (Venezia e le sue lagune I 205).
— (Sec. XVII) Barchetta, o battello, che si portava nelle galee e negli altri vascelli. (Pantera). Questi aggiunge che in Venezia si chiamava Copano. Schifo anche nel Ciriffo Calvaneo, nell'Ariosto. Crescenzio (38): Schiffo, Sanudo: Schiffa (Zaccaria, Raccolta 231). Il Garzoni (867) nomina i schiffi, a vele latine.
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Aguglia dello schifo: v. s.
Aguglia.
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Anelli di schifo (ant.): anelli di scialuppa. (Saverien).
(Dal greco σκύφος « vaso da bere », entrato piuttosto tardi in Italia: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 7760; Rohlfs, Etym. W. unterit. Gräzität 1998; cfr. Cultrone, Arch. Glott. XIII 470; Melillo, Note lessic. 3-4).
Schifuni (Sicil. ant.). — Barca. (Rohlfs, Etym. W. unterit. Gräzität 1998).
Schileto (Ancon.). — Bilancella. Paranzella.
Schiocca (Napol.). — Parte superiore esterna della poppa dove trovasi la scultura e l'intaglio. (Stratico).
(Cfr. napol. schiocca, sicil. scocca « ciocca »: Merlo, It. Dial. VIII 109, n. 1).
Schione (di portelli). — Anelli. Forma che rende il venez. S'ciona. (Stratico III 212).
(Venez. s'ciona « campanella, cerchietto ». Cfr. Prati, Arch. Rom. XX 239).
Schiràl (Trevis.). — Ripariola. Vangaiola.
(Cfr. venez. schirèlo « arnese fatto a modo della
vólega [v.], ma usato per pigliare uccelli ». Pare che schiràl ricorra nella seguente designazione locale d'un passo degli Stat. di Treviso: ... a terraleo [strada tra Mestre e Treviso] per quod itur Mestre per maretum versus sanctum Jacobum de schiriali usque ad flumen sileris [Sile]. Nel 1190 de Schiriado: Rev. Dial. Rom. V 129, VI 147).
Schirazzetto (Term. sec. XVI). — Piccolo schirazzo. (Alberi: Zaccaria, Raccolta 249).
Schirazzo (Term. sec. XVI, XVII). — Bastimento mercantile turchesco, a vele quadre, in uso anche a Venezia, nel secolo XVI. Anche Schierazzo, presso gli autori veneti Schierazo, Schirazo. (Garzoni, 867; Sansovino; Calmo 206; Segni; Pantera. Moltissimo lo nomina il Sanudo, 1516, ecc.. Franc. Esquirace [I metà del sec. XVI]). (Jal; Corazzini; Tommaseo e Bellini; Guglielmotti; Zaccaria, Raccolta 188, 196, 232, 249). Il Mutinelli scrive che lo Schierazzo fu ideato e costruito nel secolo XV.
Schiso (A ~) (Term. sec. XIII). — Di traverso. Barberino: Et a schiso menarla. (Cfr. altre attestazioni della voce nel Tommaseo). L'interpretazione del Guglielmotti è inammissibile (schiso per schifo).
Schiuma. — Aggregato d'infinite bolle ripiene d'aria, che comparisce biancastra sulla superficie del mare, e si rompe negli scogli, causato dal moto della nave o da alcuni venti che agitano il mare. (Stratico). Anche Spuma. V.
Pecorelle.
— (Poet.)
Le marine schiume: il mare. (Sacchetti).
Schiumare il mare (Term. ant.). — Navigare esercitando la pirateria. (Saverien). Il Corazzini aggiunge che i pirati dicono di schiumare il mare quando scelgono nei navigli la parte migliore. Franc. Ecumer la mer.
— Liberare il mare dai pirati. (Corazzini).
— « Levare dalle acque la parte più grassa delle merci, dai bastimenti, del grosso traffico ». (Guglielmotti).
Né il Guglielmotti né il Corazzini hanno citazioni relative a tali significati. L'ultimo
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significato è certo una spiegazione etimologica.