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Schiumarola. — Rete per pesca in acqua dolce, usata nella provincia di Parma. (Min. Agric., La pesca II 685). (Cfr. parm. s'ciumaröla « mestola »).

Schiumatori del mare (Term. ant.) — Pirati. Dato dal Corazzini, che tradusse di sicuro il franc. Ecumeurs de mer. V. Schiumare il mare.

Schiumoso. — Pieno, coperto di schiuma.

Schizza1 (Term. ant.). — Il Corazzini riporta questa voce dal Pigafetta, spiegandola con « Chiatta »; ma il testo, secondo la giusta lezione, dice: Hanno (gl'indigeni del Brasile) barche d'uno solo albero, ma schize chiamate canoe, cavate con menare (accette) di pietra, dove schize è voce veneta che vale « schiacciate, piatte » (non « sottili », come interpreta il Manfroni, nell'edizione [p. 84] da lui curata del Pigafetta).

Schizza2 (Venez.). — Barletta di forma schiacciata, usato da marinai. (Cfr. venez. schizza « camuso »: da schizzar « schiacciare »).

Schooner (Ingl.). — Goletta. V. Brigantino-goletta. Taluni italianizzano in Scuna. (Guglielmotti). Scuner (Fincati). V. Scuna; Pailabot.

Schute. — Chiatta di piccolo pescaggio usata nel porto di Amburgo, per lo più non pontata, e di tonnellaggio variabile da 10 a 15 tonnellate. (Bustico).

Scia1. — Traccia di acqua disturbata che una nave o galleggiante lasciano dietro di sé in direzione opposta al proprio moto. Se sono soggetti anche a un movimento di scarroccio, la scia non cade in prolungamento del piano longitudinale della nave o galleggiante, ma fa con questo, dalla parte di sopra vento, un angolo eguale a quello di scarroccio. La scia è dovuta all'affluire verso poppa delle masse d'acqua deviate verso i due fianchi dalla parte prodiera della nave e che vanno a prendere il posto della massa d'acqua trascinata con sé dalla nave; nelle navi a propulsione meccanica è dovuta anche al movimento verso poppa impresso all'acqua dai propulsori. Per il calcolo del regresso reale dell'elica si tien conto del movimento in avanti della massa d'acqua trascinata dalla nave, detto Scia della nave, o Scia concomitante, o Correnti di scia, o Treno d'attrito e del movimento verso poppa, detto Scia del propulsore, impresso dall'elica alla massa d'acqua in cui essa lavora. V. Guascia; Rèmora; Risucchio. — (Figur.) Retrocessione, volontaria o violenta, della nave sul proprio solco, senza che rivolti la faccia. (Guglielmotti). Non è in uso. — Angolo della scia: angolo di scarroccio, o di deriva. (Guglielmotti). — ANDARE ALLA SCIA: nel senso figurato: dare indietro, senza voltar la faccia, (Guglielmotti). Non è in uso. — DAR LA SIA (sec. XVII): dare il comando di sciare. (Pantera: Tommaseo e Bellini, s. Sciare). Crescenzio (1602): Dar la zia. (Jal 565). — ESSERE, TROVARSI NELLA SCIA: nelle acque mosse da nave in cammino. — FARE SCIA, FARE LA SCIA: lasciare dietro di sé una scia. Il periscopio di un sommergibile in immersione fa una piccola scia che, in talune condizioni di mare e di visibilità, può rivelarne la presenza. — FAR LA SCIA (figur.): dare indietro, senza voltar la faccia. Non si usa in questo senso, dato dal Guglielmotti. — NAVIGARE NELLA SCIA: v. s. Navigare. — NAVIGARE NELL'ALTRUI SCIA: seguire diritto e vicino il solco d'un altro bastimento. (Guglielmotti). (Scia e scïare [v.] zia, ziare sono di origine facilmente onomatopeica: cfr. la frase dei magonieri far la scea « sturare il foro inferiore della scodella, e lasciarne uscire il ferraccio fuso »: Carena. V. pure D'Ovidio, Arch. Glott. XIII 367).

Scia2. — « Pezzo di stamina fissato sulla sagola del loche a una distanza dalla barchetta eguale alla lunghezza della nave; ivi solamente si comincia a contare i nodi a causa del ribollimento del mare su detta barchetta a poca distanza dalla nave ». (Piquè). Il pezzo di stamina (bianca) corrisponde al punto ove cessa l'azione perturbatrice della scia; ma la denominazione indicata dal Piquè non è in uso.

Sciabà (Fà ~) (Ancon. marin.). — Far ribotta. Far bisboccia. (Cfr. it. sciabà « giorno, momento di festa e d'allegria »).

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