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Sciabbacuni (Sicil.). — Sciabica grande.

Sciàbbeche (Femm.; abr.). — Battello leggero da pescare, col quale si fissa un capo della rete sulla riva, e poi si va in giro coll'altro capo.

Sciabbecòtte (Teramo). — Titolo spregiativo di abitante di marina. — (Ortona a Mare: malvivente). (Cfr. Merlo, It. Dial. I 256, n. 3; Maccarrone, Arch. Glott. XXVII 178-179; Andreoli, Vocab. nap.).

Sciabbicaru (Sicil.). — V. Sciabbicòtu.

Sciabbicòtu (Sicil.). — Pescatore addetto alla sciabica. Anche Sciabbicaru. Reggino Sciabacòtu.

Sciabbieccu (Calabr.). — Sciabecco.

Sciabecchino. — Piccolo sciabecco. Anche Stambecchino, Zambecchino. (Guglielmotti).

Sciabecco. — Bastimento da carico, a tre alberi verticali o poco inclinati a prora; il trinchetto e la maestra, a calcese, con vele latine; la mezzana a randa. Secondo le diverse forme dello scafo, lo sciabecco porta un albero di bompresso o un'asta di fiocco, e talvolta ne è privo. « Dobbiamo avvertire che questo tipo di attrezzatura, pur permanendo nella nomenclatura, diremo così, ufficiale, è però oggi quasi in disuso. La vela latina quando è molto grande, risulta di maneggio faticoso e disagevole per la lunghezza della sua antenna e quindi è usata solo in piccole dimensioni, sui piccoli velieri ad un albero ». (Bardesono). — (Ant.) Specie di bastimento del Mediterraneo, d'ordinario destinato alla guerra, il quale portava da 14 a 22 cannoni disposti in una sola batteria per ciascun fianco. Andava a vele e a remi. Gli stambecchi avevano dei piccoli portelli pei remi in ciaschedun intervallo tra i portelli de' cannoni, dei quali si servivano o per avanzare sul nemico o per far cammino in tempo di calma. La loro costruzione era fina e li rendeva atti a marciare con velocità grande a vela, ed a navigare all'occasione coll'aiuto de' remi. Avevano 3 alberi; uno di mezzana molto indietro, il quale, come gli alberi di vele quadre, aveva una piccola gabbia ed una testa di moro, pel passaggio d'un albero di belvedere che si ghindava al disopra; un albero di maestra a calcese, quasi nel mezzo del bastimento, ed un albero di trinchetto pure a calcese: quest'ultimo era inclinato sul davanti. Portavano 3 antenne con 3 vele latine proporzionate a ciascuno di questi 3 alberi; e siccome queste vele presentavano una superficie troppo ampia al vento nel tempo burrascoso, così ciascuno di questi alberi si guerniva di due vele quadre che si spiegavano quando veniva cattivo tempo. Non avevano né sperone né bompresso; ma sul davanti della ruota di prua vi era una lunga freccia detta Bittalò, che serviva alle manovre del davanti. (Stratico, s. Stambecco). — Sciabecco quadro: misto con vele quadre al trinchetto, e latine agli altri due alberi. (Guglielmotti). (Burchiello, sec. XV: stambecco, forma data anche dallo Stratico, per un bastimento da guerra; Paoli [1768]: sciabecco (Zaccaria, Raccolta 320); Saverien, 1769: Sciambecco; Stratico: stambecco, zambecco, sciabecco, di guerra; Jal: stambecco, sciambecco; venez. sambeco; genov. raro sciàbega; Tommaseo e Bellini: zambecco, zambecchino, stambecco. Dall'arabo sabbk « piccolo bastimento con tre alberi, e vele latine », usato un tempo nel Mediterraneo: Lokotsch 1740; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 7478 a).

Sciàbica1. — Rete a strascico da calare nelle piccole profondità, poco lontano da terra, che consta essenzialmente di un sacco e di due braccia sul tipo della paranza. Il capo libero di ogni braccio è affidato a una sbarra di legno (Staggio) ai cui estremi è legata la fune (Libano). Lungo la fune di tratto in tratto vi è un barile vuoto che serve come segnale. Le ali si suddividono in parti differenti per la grandezza delle maglie (Reale, Realiello, Castelletto e Mappitiello, a maglie sempre più sottili procedendo verso il sacco), e così pure il sacco si suddivide in una prima parte o Manica (Lima a Gaeta), dove le maglie hanno circa cm. 1 di lato, in un'altra più indietro (Capoghirlanda a Napoli), dove le maglie hanno mm. 7-8 di lato, e finalmente nella Corona (Napoli, Portoferraio) o Coda (Cova ad Ancona) dove le maglie si restringono a mm. 5-6. I margini delle pareti e del sacco sono muniti, quello superiore (Lima da cortici) di galleggianti di sughero e quello inferiore
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(Lima da piombo) di piombi. Anche Rezza, Rezzola (questa di tipo più piccolo). Venez. Trata. V. Bronzino. La sciabica è trainata da coppie di barche, ma può anche essere tirata da terra, fissandone un'estremità a un punto della costa, distendendola circolarmente con una barca e portando a terra l'altra estremità, con la quale ne viene eseguito il ricupero. (Min. Agric., La pesca II 202). — Sciàbiga concoliera (ancon.): v. s. Concolà. — Sciabica grande: grossa rete per la pesca del merluzzo. Non sembra un termine specifico. — PESCARE IN SCIABICA: con la sciabica. (Genov. sciàbega, napol. sciàvega, calabr. sciàbaca: dall'arabo sabaka «rete»: Lokotsch 1737; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 7476 a; Ramondo, Arch. Glott. XIX 178; Maccarrone, ivi, XXVII 178-179; Merlo, It. Dial. I 256. V. Sàbega. Il modenese ha siàbola, con avvicinamento a sciàbola, spada. La gallinella d'acqua prese il nome dalla rete o dalla barca chiamata sciàbica, giacché è un uccello che nuota e si tuffa benissimo).

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