Scranne (Term. ant.). — Taccate. (Boerio, s. Careghe). La voce non è data da altri vocabolaristi marinareschi.
Scriba (Basso lat., sec. XVI). — Scrivano. (Stat. genov., 1330: Jal). Nello Stat. venez. (1255): Scribanus. (Jal).
Scrigni (Term. sec. XVI). — Oggetti della nave non definiti. (Garzoni 872).
Scrilla (Term. sec. V, VI). — Bastimento da commercio e da trasporto interno, usato dai Veneziani e dai Romani nei detti secoli. (Venezia e le sue lagune I 193).
Scrinare. — Sciogliere i capelli (piccoli canapi) della vela, dell'àncora, ecc. (Guglielmotti). Non è in uso. Dev'essere forse una estensione di significato del Guglielmotti.
Scritture (Term. sec. XVIII). — « Tutti i giornali, registri, passaporti, ricognizioni, lettere, ecc. in somma tutte le carte scritte, che si trovano in un bastimento ». (Saverien).
Scrivanello (Term. sec. XVII). — « Lo scrivanello che serve al patrone, deve tener conto di tutto quello che entra e si dispensa nella galea, e fa le cartelle a tutti per segnare le rationi, che pigliano, et tiene conto delle mercantie, che vi entrano, notando il merco di tutte, et gli altri contrassegni e le consegna ai mercanti; il quale scrivanello è sempre uno degli sforzati. (Galee ital. del secolo XVII)». (Corazzini).
Pantera (1614): Scrivanello è quel sforzato, che tien conto di tutto quello, che entra nella galea, et ne esce, et si dispensa, et del numero delle genti.
— Lo Stratico (III 212) lo fa corrispondere a « Sottoscrivano ».
(Scrivanelli si chiamano i « condannati alla galera, addetti a scrivere, che godono di qualche privilegio »: Petrocchi).
Scrivania (Term. ant.). — Ufficio, titolo e diritto di scrivano. (Loredano: Guglielmotti).
Scrivano. — Secondo. (Fincati).
Colui che sulle navi o nelle galere teneva scritture, amministrazione, depositi, viveri e dispensa. V.
Scriba (basso lat.). Venez. Scrivan (1422) (Jal); Garzoni (874): Scrivano di galera; basso lat. venez. (1255) Scribanus. (Corazzini, s. Scrivano).
« Qualifica che lo Stato conferisce con apposito certificato a quei giovani che, dopo aver conseguito in un Istituto nautico il diploma di capitano marittimo, compiuti trenta mesi di navigazione come semplici marinai su nave mercantile, e superato un apposito esame teorico-pratico presso una capitaneria di porto, sono riconosciuti idonei ad imbarcare in qualità d'ufficiali sulle navi da commercio. Il nome deriva dal lavoro di scritturazione e contabilità delle merci a cui, in passato, si dedicava una persona di bordo che prendeva appunto il titolo di Scrivano. Ed infatti, tuttora, sui piccoli velieri e piroscafi mercantili, aventi oltre il comandante (capitano o padrone) un solo ufficiale, questi viene generalmente chiamato Scrivano ». (Bardesono).
— Su lo Scrivano di bastimento mercantile v. l'articolo dello Stratico.
Scrociare. — Togliere un pennone dalla sua posizione normale e cioè in croce, perpendicolare all'albero e disporlo verticalmente lungo l'albero per ammainarlo in coperta. Con cattivo tempo si scrociano i velacci e i contro dopo averli già serrati in precedenza.
Per scrociare i velacci e i contro si guarniscono le drizze a paranco, le scotte dalle bugne dei velacci e quelle dei contro dalle cavatoie alla varea dei pennoni di velaccio, si tolgono gli spilli di sicurezza dai braccetti e amantigli; si fanno le catarde incrociando il gancio nello stroppo stabilito a un terzo del pennone, si scuciono le trozze.
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Scrocia!: a questo comando le drizze vengono alate di corsa per non far cadere i pennoni sulle crocette e sugli stragli, l'amantiglio viene alato dal lato della catarda e il braccetto dal lato opportuno per scostare convenientemente il pennone. (Fincati).
Scrodive (Lunig. sec. XV). — Burrasche d'acqua. (G. A. Faye: Maccarrone, Arch. Glott. XVIII 527).
Scròfano. — Nomignolo dato dai marinai a persone o cose goffe. Dal piccolo pesce deforme d'ugual nome. Nel linguaggio comune si dice Scòrfano.
Scucire. — Contrario di Cucire.
— « Schiodare alcuni pezzi di un naviglio per vedere se vi è qualche difetto ». (Corazzini).
882
— Anche del fasciame. (Corazzini).
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Scucimento delle lamiere (usato).
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Vela scucita: disfatta dal vento o dall'uso.