Bomba1 (Term. ant.). — Tromba nautica. È voce spagn. usata anche dal Vespucci, secondo lo Zaccaria (Elemento iber. 44, Raccolta 152, 157, 290); si deve intendere: tromba idraulica.
Bomba2:
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Bomba da pesca: usata nella pesca, ma vietata.
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Bomba antisommergibile: bomba lanciata col lanciabombe, o che si fa cadere in mare dalla nave, contro un sommergibile.
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Bomba di segnalazione: lanciata da un sommergibile affondato per facilitare le ricerche.
Bombarda1. — Piccolo bastimento da guerra del periodo velico, molto robusto, con due alberi: quello di maestra quasi al centro, quello di mezzana verso l'estrema poppa. Al posto dell'albero di trinchetto aveva una piattaforma di rovere, su cui era collocato un mortaio da bombe. Anche Barca bombardiera.
— Il nome è rimasto oggi a designare un piccolo veliero mercantile alberato come il suddetto, cioè senza il trinchetto; con l'albero di maestro a vele quadre, quello di mezzana a vele auriche.
Bombardiero1 (Term. sec. XIX). — Di bastimento da guerra armato d'artiglierie. Barca bombardiera; Nave bombardiera (Botta). V.
Bombarda.
Bombasina (Venez. sec. XVI). — Tela di cotone, con cui si facevano le vele. (Jal).
(Venez. bombasina «bambagina»; bombaso « cotone »).
Bombetta per scandagliare1. — Piccola bomba oblunga, che gettata in mare discende verticalmente grazie a un dispositivo d'impennaggio, e si mantiene quindi a una velocità di discesa quasi costante (due metri al secondo). Scoppia appena toccato il fondo, dando così la misura della profondità in funzione del tempo trascorso tra l'immersione e la detonazione.
Bombina (Pirano, Fasana). — Sorta di rete. Pola: Gombina, Capodistria: Gumbina, Gumbìgnola. (Ive, I dialetti dell'Istria 85).
Bòme1 (Masch.; genov.). — Boma. V.
Bum (venez.).
Bomeria. — V. s.
Avventura.
(Dal franc. bomerie « interesse di prestito rischioso su carico di nave », ted. bodmerei: Valkhoff 66).
Bompresso1. — V.
Albero di bompresso;
Buompresso (napol.);
Compresso;
Trinca;
Mustacchi;
Colaro (venez.);
Bridura.
(Rifoggiamento popolare dello spagn. bauprés, dal franc. beaupré, e questo dall'ingl. bowsprit « bompresso », alla lettera asta di prua, o dall'oland. boegspriet. Calmo [sec. XVI]: Bompresso [venez.]. Il Falconi scriveva addirittura Il Buono presso [Guglielmotti] e il Garzoni [872] il buon presso: Zaccaria, Elemento iber. 55. V. Buon presso: Jal; Bloch, Dict. étym. II 387; Valkhoff 55).
Bonaccevole (Term. sec. XV). — Di mare e di vento, che sono quieti, ma non di lunga durata. (Cadamosto).
Bonaccia. — Lo stato del mare in calma. I marinai intendono del mare e del vento. Guglielmotti, che registra il term. archeol. Malàccia, osserva che questa indica: calma di mare che reca noia e danno (it. ant. Albasia). V. anche
Calmeria,
Maccheria.
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METTERSI ALLA BONACCIA: al riparo.
(Circa 1215: bonacia [Boncompagno bolognese], nel Breydenbach bonatza, bonatzus [Du Cange]; franc. bonace [dal secolo XII] e bonasse dall'aggettivo bonasse, attestato sin dal 1288; provenz. ant. bonasa, catal. bonansa [non bonasa], spagn. bonanza, portogh. bonança, genov. ant. bonaza [Arch. Glott. VIII 333]. Venez. ala bonazza « a riparo del vento » [Piccio].
La voce fu derivata da un lat. volg. *bonacia, dal lat. malacia [greco μαλακία] « bonaccia », rifatto su bŏnu. Però, data l'esistenza dei romani callàccia « caldo fastidioso », mollàccia « terreno fangoso », si può supporre una derivazione di bonàccia da bòno [cfr. méttersi al bòno, del tempo], tanto più tenuto calcolo dell'engad. bunàcia « lo sciogliersi della neve ». La parola marinaresca sarebbe passata alle altre lingue: Bloch, Dict. étym. I 89. Nel sardo si ha bonaccia [logud. sett.], ma bonanza [campid.], bonazza [e bonesa, bonidade, logud.] nel senso di « bontà ». It. ant. bonaccia « bonarietà ». V. altri derivati da bònu: Rev. Dial. Rom. IV 211. Vidos, Zeitschr. Franz. Spr. LVIII 448-'9).