Sferire. — Contrario di Inferire. (Parrilli, 1846, p. 256, s. Depasser). Disus. Disinferire, Sfiorire.
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SFERIRE LA BANDIERA: scioglierla, dopo averla ammainata, dalla sagola alla quale era stata inferita o invergata. Anche Disinvergare.
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SFERIRE LA GALA: sciogliere, dopo aver ammainato la gala, tutte le bandiere che la compongono dalle sagole alle quali erano state legate.
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SFERIRE LE GHIE, I PARANCHI: farne scorrere i cavi fuori dai rispettivi bozzelli fino a liberarnele completamente.
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SFERIRE IL SEGNALE, I SEGNALI: sciogliere le relative bandiere dalle sagole alle quali erano state inferite o invergate. Anche Disinvergare.
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SFERIRE LE VELE: scioglierne i mataffioni d'inferitura dopo averle serrate, per toglierle dall'alberatura quando si debbano riparare o cambiare, ovvero mettere in deposito per il disarmo della nave. (Stratico).
Sferone (Term. ant.). — Rete rotonda da pesca. (Salvini: Tommaseo e Bellini).
Sferoscòpio. — Istrumento che rappresenta la sfera celeste e serve per identificare gli astri osservati o da osservare.
Sferra1. — Voce data dal Guglielmotti, per « Sferramento », ma sconosciuta.
Sferra2 (Napol.). — V. s.
Rullo (napol.).
(Cfr. napol. sferra « coltellaccio »: Merlo, It. Dial. VIII 103, n. 10).
Sferramento. — Lo sferrare. Cirni (sec. XVI): sferramento di vascelli. (Guglielmotti).
Sferrare. — Perdere, per violenza di mare, la ritenuta del ferro dell'àncora, L'àncora sferra quando la marra non fa più presa sul fondo. In tali condizioni l'àncora ara.
Giannandrea Doria (sec. XVI), Bartoli, Bosio, ecc.: Sferrare; Pantera: Sferrarsi. (Tommaseo e Bellini; Guglielmotti).
— Pare che in qualche autore Sferrare dica « Salpare », significato non tollerato dal Guglielmotti.
— (Sec. XVII) Levare i ferri ai forzati. Crescenzio: ... il loro (dei mozzi) officio è ferrar e sferrar le Ciurme ... Diz. maritt. mil.: Mazzette sono i martelli che servono per inferrare e sferrare i galeotti. (Tommaseo e Bellini). V.
Ferrare (ant.). Consol. mare; Pantera: Disferrare. (Tommaseo e Bellini).
— (Sec. XVII)
Sferrarsi: di vascello sforzato dal vento a separarsi dalla conserva, e andare dov'è spinto dalla fortuna. (Pantera).
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Nave sferrata: in balia del vento. (Fincati, s. Sferrare).
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Sferra! (ant.): comando di levare il ferro, l'àncora. (Corazzini).
Sferratore. — Vento violentissimo. (Fincati). Non è in uso. Pantera (1614): Sferratori si chiamano i venti gagliardi, che vengono dalla terra, perché hanno forza di sferrare i vascelli. A Livorno Vento sferratoio. (Tommaseo e Bellini).
Sferratura. — Azione ed effetto dello sferrare. (Guglielmotti). Poco usato.
Sferzare. — Contrario di Inferzare. (Guglielmotti). V.
Ferzo. Non è in uso.
Sferzina. — « Corda marinaresca di sforzo grandissimo rispetto alla sua dimensione. Suole avere la circonferenza di sette centimetri: ma canape sceltissime di primo tiglio, e così ben torta, che non si piega altrimenti che a larghi colli. Serve a tirare lo strascico del gran sacco di rete dietro alle paranze; ed ai più ardui lavori di tonnellaggio e rimburchio ». (Guglielmotti).
Corda attaccata alla rete delle bilancelle. (D'Alberti, 1805; Tommaseo e Bellini; Petrocchi).
— (Viaregg.) Spilorcia. Livorn. Ferzina, Savoretta. (Maccarrone, Arch. Glott. XXVII 80, n. 246). (Nieri 269).
— Secondo il Maccarrone (Arch. Glott. XXVII 81, n. 254), il De Vincentiis (tarant.) dà la voce Zoca (non Zoga) per « Corda della sciabica », e Sferzina per « Corda di reti più piccole ». Sferzina non è però registrata nel vocab. del De Vincentiis, il quale a p. 314 traduce « Sferzina » con Zuculiiddo.
(Cfr.
sferzino).
Sferzino (Term. ant.). — Minutissima cordicella, che serve per fare delle attaccature di corda, e per fortificar le manovre. (Saverien, 1769). V.
Aghetto;
Lezzino;
Merlino.
Sferzo. — Usato nel linguaggio comune per Ferzo.
— Nel linguaggio comune si usa anche per indicare l'insieme di più ferzi, di tela cerata o impermeabile, cuciti tra loro per formarne una specie di coperta che serve
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per proteggere materiali dalle intemperie, per preservare i ponti da materie grasse, per chiusura di boccaporti, ecc.