Soralai (Venez.). — Tavola sulla quale posa il piede sinistro il gondoliere, mentre voga. (Jal).
(Corrisponde a un it. sopra lati).
Soranarva (Venez.). — Pezzo di legno posto sulla narva per appoggio alla fórcola e rinforzo della narva stessa. (Jal). V.
Forcolaura.
Sorbera (Veneto). — Tremaglio.
(Min. Agric., La pesca II 474). È facile che sia sbaglio per Serbera,
Zerbera (v.).
Sorda (Venez. sec. XIV o XV). — Corda nominata nella Fabbrica di galere, ma non saputa definire dallo Jal. Il Corazzini aggiunge un diminutivo Sordina (specie di sàgola), ma non sappiamo donde ricavò quest'ultima. Forse Sorda è sbaglio per Corda.
Sordo:
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Lanterna sorda: v. s.
Fanale.
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Lenza sorda (ant.): v. s.
Lenza.
—
Maretta sorda: forse: senza rumore, ma sensibile nei suoi effetti. (Guglielmotti). Non è in uso.
Sorgere1:
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Sorgere apparente, osservato: l'apparire del lembo superiore dell'astro all'orizzonte visibile dell'osservatore. A causa della refrazione atmosferica e della depressione dell'orizzonte per l'elevazione dell'osservatore al disopra del livello del mare, il sorgere apparente precede quello vero.
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Sorgere vero: sorgere del centro dell'astro all'orizzonte astronomico dell'osservatore (altezza vera eguale a 0°). Per il Sole il sorgere vero avviene quando il lembo inferiore è elevato di circa 2/3 del suo diametro sull'orizzonte visibile per un osservatore elevato di 5 metri sul livello del mare; per la Luna l'istante del sorgere vero coincide approssimativamente con quello del sorgere apparente del lembo superiore, per un osservatore elevato di 12 metri sul mare.
Traguardando con la bussola il Sole al sorgere vero (o al tramonto vero) e ricavandone l'amplitudine da apposita Tavola, si passa da essa all'azimut vero. La differenza tra l'azimut vero e l'azimut osservato alla bussola dà la variazione, dalla quale si deduce la deviazione della bussola stessa. V.
Tramonto vero.
Sorgere2 (Term. dal sec. XV). — Gettare le àncore in mare, per fermare il bastimento.
— Ormeggiarsi a ruota. (Corazzini).
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SORGERE IN COSTA (sec. XVI): entrare in qualche porto, o in altro luogo di riparo. (Consol. mare: Tommaseo e Bellini).
Quirino (1431): Sorger con l'anchora; Cadamosto: Sorger un'anchora; Giovanni da Empoli: Surgere, e in manoscritto di Urbino del 1598. (Jal).
Sorgere è dar fondo, cioè mandar l'ancore in mare, acciocché fermino il vascello. (Pantera).
— Approdare. Pulci: Surgere; Guicciardini: (nave) surta in su l'àncore; B. Segni: . . l'imperatore surse nel porto Siracusano, chiamato oggi il porto di Bonifazio. (Tommaseo e Bellini).
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SORGERE SULL'ÀNCORA: v. s.
Ancora (p. 28).
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SORGERE SU DI UNA, SU DUE ÀNCORE: essere ancorata con una o con due àncore. (Fincati; Bardesono).
—
SORGERE AL VENTO: portarsi, guadagnare sopravvento. (Corazzini).
—
ESSERE SORTI: essere all'àncora. (Stratico, s. Sorgitore). Non più in uso.
—
Nave sorta: nave all'àncora. (Stratico, s. Sorgitore). Non più in uso.
(Forse dal catal. surgir «ancorare»: dal lrat. sŭrgĕre « alzarsi », allusivo in origine all'alzarsi del bastimento sul mare, nell'avvicinarsi alla costa: cfr. Jal; Bloch, Dict. étym. II 304; Vidos, Arch. Rom. XIV 144; Zeitschr. Fanz. Spr. LVII 10-12).
Sorgitore. — Ancoraggio. (Corsini; Pantera, ecc.). Anche Surgitore. Vespucci: Surgidore; Giovanni da Empoli, sec. XVI: Surgitoio. Lo Zaccaria (Elemento iber. 373) riporta Sorgidor dal Ramusio (I 376), Sorgitor, Surgitore dall'Ulloa, e Surgidero dal Vespucci (questo dallo spagn. Surgidero).
I due troncamenti devono dipendere dal contesto. In un Viaggio d'un comito venetiano, presso il Ramusio, cativo Sorzador.
(Jal).
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— (Ant.)
STARE A SORGITORE: stare ancorata in porto. Tavola amalf.: Stando lo navilio a sorgitore, non può lo marinaro partire da nave senza licenzia del patrone. (Tommaseo e Bellini).
— Oudin (1663): Surgitorio, Sorgitorio, Sorgitore: ancoraggio.
Questi termini sono tradotti dall'Oudin anche col franc. montée, promontoire (salita: promontorio).
— Sorgitore: ancoraggio in rada, o in generale, luogo dove la nave sta ancorata od ormeggiata a ruota.
Quando la nave sta a sorgitore è pronta a partire in tempo più breve di quando sta ormeggiata in porto a moli, banchine, calate, ecc.
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Sorgitore di buona tenuta: luogo dove il fondo offre buona presa alle àncore. (Parrilli).
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Sorgitore di cattiva tenuta: luogo dove il fondo non offre buona presa alle àncore. (Parrilli).
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Buon sorgitore: luogo dove le navi stanno sicure. (Stratico).
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Cattivo sorgitore: fondo pieno di rocce, che tagliano o logorano le gómene, e dal quale non si può levare l'àncora senza molta fatica. (Stratico).
(Dal portogh. surgidoyro « ancoraggio »).