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Spedizioniere. — Consegnatario. Agente di navigazione.

Spedone. — Ciascuna delle asticciole sottili di legno legate solidamente nella parte centrale della nassa, e nelle quali sono infilzati dei pesciolini per esche. (Cannaviello 16).

Spedonus (Basso lat., nizz.). — Arnese da pesca. Anche Speonus. (Stat. Nicie: Rossi, Gloss. lig. 93).

Spegnere l'abbrivo. — Annullare l'abbrivo residuo mettendo in moto le macchine in senso contrario a quello precedente. Anche Smorzare l'abbrivo, poco usato (Guglielmotti), Estinguere l'abbrivo. V. Abbrivo; Spera; e Paracaduti in Appendice.

Spelagare1 (Term. ant.). — Uscir dal pelago, avvicinarsi alla riva. È verbo attestato solo in senso figurato, per « Uscir d'impaccio, ecc. ». (Tommaseo e Bellini). V. Impelagare. Nel senso primo si legge il venez. Spielegare nel Viaggio d'un comito venetiano (presso il Ramusio): A di 19, venne una galea bastarda mal conditionata la qual era, per tempo, rimasta in dietro, et haveva mal spielegato. (Jal). — Il Guglielmotti attribuisce a Spelagare il senso opposto: « Andare verso il mare più largo ». Ma è in errore.

Spenditori. — Stille navi da guerra, coloro che, in porto, vanno quotidianamente a terra per l'acquisto dei viveri freschi per le varie mense. Sono i capi-gamella delle mense dei sottufficiali, il graduato e i comuni di turno ai viveri dell'equipaggio, i domestici e i cuochi del comandante e degli ufficiali. (Bardesono). — Spenditori, imbarcarsi!: v. s. Imbarcare. — Battello, Lancia o altro mezzo degli spenditori: l'imbarcazione che all'orario stabilito li trasporta a terra e va poi a rilevarli.

Spentina (A ~) (Venez. sec. XVI). — Modo di pescare, non definito. (Calmo 28).

Spento! — V. s. Guardia.

Spenzolare. — Detto dell'àncora vale tenerla spenzolone sotto la gru. Anche Appenzolare, Penzolare. (Guglielmotti). Non in uso; si dice Far pennello.

Spera (Term. dal sec. XIII). — Robe o fascine legate insieme, che si gettavano in mare dietro alle navi, per rattenerne il corso. (Francesco da Barberino; Quirino, 1431; Tavola ritonda; Ariosto; Redi: Tommaseo e Bellini; Stratico; Fincati; Jal). Venez. Spiera (Stratico III 213), anche nel Sanudo (Corazzini). — Il Guglielmotti gli attribuì pure il senso di « Timone posticcio », basandosi sopra un passo del viaggio del Quirino, ma comprese male il passo. (Vedilo nello Jal). — Denominazione generica di una specie di àncora galleggiante che, rimorchiata da un'imbarcazione quando voghi verso terra con mare molto grosso in poppa, fa da ritenuta, e aiuta a governare in fil di ruota in maniera da impedire che l'imbarcazione si traversi pericolosamente. Può essere costituita da un sacco conico, o anche da una coffa (paniere) rimorchiata con la bocca avanti, da una vela inferita ad una pennola e rimorchiata sciolta a guisa di sciabica. Anche un salmone, una grossa pietra, possono fare da spera, rimorchiati in maniera da rastrellare il fondo. — Spiera (marchig.): fascio di corde con in mezzo un piccolo ferro costruito a foggia di àncora, adoperato, solo in occasione di burrasca, dai pescatori adriatici delle Marche. (Provenzal, Usanze e feste 74, nota). — AVER LE SPIERE PER POPE (venez.): trascinar l'àncora da poppa sul fondo dell'acqua, ma rovescia, perché non s'attacchi. — GETTARE SPERE, FARE SPERE, METTERE SPERE. (Stratico). (Dal greco σπεῖρα « fune o gómena che in tempo di burrasca si avvolgeva e si calava nel mare e si trascinava dietro la nave, per renderne più sicuro e meno ondeggiante il corso »).

Speranza (Àncora di ~). — V. s. Àncora (p. 31). Parm. Speranza.

Sperlonga (Venez. ant.). — Specie di barca. Data dall'Olivieri (Saggio 295), il quale rinvia al Boerio, cui però la voce manca, né risulta da altre fonti.

Sperlongàr (Venez. ant.). — Acconigliare. (Dal lat. perlŏngus « molto lungo », certo perché, acconigliando, i remi s'allungavano apparentemente nell'interno della galea).

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