Struzza. — Antenna che, imboccata da una parte nell'angolo superiore ed esteriore della tarchia, e dall'altra in un paranchino fissato all'albero, fa la figura diagonale a detta vela, e serve a distenderla, perché possa prendere il vento. (D'Alberti, 1805; Stratico). Anche Balestrone, Livarda. Non è in uso.
— Perticone del saccoleva, nei bastimenti mercantili del Levante. (Guglielmotti).
— (Stagno Salso di Orbetello) Pertica di legno impiegata dal pescatore per muovere il barchino, facendo forza con essa sul fondo, quando l'acqua è poca. (Melillo, It. Dial. IV 216).
(Cfr. Maccarrone, Arch. Glott. XXVIII 35, 36, 46. Il Corazzini, VII 209, dice che ha struzza pure il Duez, ma questo e l'Oudin registrano la voce nel senso di « sorta di caccia coi bracchi ». Cfr. invece còrso sturza « pertica », stuzzu, struzzu « palo di ferro »: dal lat. hasta « asta; pertica »: Salvioni, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLIX 838).
Stuccio (Term. ant.). — Fasciatura a un legno fatta con cavi. Si applica agli alberi nel caso di essere consentiti di rottura, sinché si cambiano. Servono a ciò pure le Lapazze. (Stratico).
Stufa (di corderia). — « Nei porti vi sono due sorta di stufe, per due oggetti distinti: la stufa di corderia; la stufa per le tavole di bordatura o del fasciame. La stufa di corderia consiste solamente, in caldaje riscaldate da fornelli, ed ove i fili che servono a fabbricare le corde, passando in queste caldaje, s'impregnano di catrame. La stufa per le tavole di bordatura è un cilindro concavo di 12 a 15 metri di lunghezza sopra un metro di diametro, fatto di tavole di pino, che formano un forte cerchiamento: vi si introducono le tavole di bordatura, e, di poi le estremità ne sono seccate al forno; finalmente, si mette in comunicazione con l'interno del cilindro un tubo di vapore che sottomette i fasciami ad un calore assai elevato per renderli flessibili e si lasciano esposti a questo calore, tante ore quante volte tre centimetri hanno di spessore. Quando se ne cavano, si prestano, assai facilmente, a prendere le forme volute dall'ingegnere, secondo i bisogni della costruzione. Quest'operazione ha, peraltro, l'inconveniente di alterare la forza del legno, attenuandone la coesione delle fibre ». (Stratico; Piquè). Mettere in istufa. (Stratico). Il Saverien definisce solo la Stufa per i cordami.
—
Caldiera da stufa (sec. XVII): per riscaldarvi il godrone dei cordami. (Saverien).
Stufare (con acqua) (Term. sec. XVII). — Bagnare con acqua vele, ecc., in caso d'incendio. (Falconi 19). Il Falconi, nel Vocab., traduce con « Morzare ».
Stuoia. — Tessuto di erbe secche, o di fili di altre simili materie: giunchi, canne spaccate, cocco, corda, scorze d'alberi, ecc.
Si adoperava anticamente per preservare viveri e merci dall'umidità, per far ceste da zavorra e, presso i Cinesi, per far vele. (Stratico; Guglielmotti). Anche Stoia. Stat. d'Ancona (1397): Stuora.
Lo Stratico aggiunge che già ai suoi tempi non si usava far più la coperta di stuoie per foderare il deposito del pane; ma si foderava il deposito con lamine di latta o di piombo.
— V.
Store.
Stuolo (Term. sec. XIV, XV). — Flotta. (Buti; Sardo; Manni: Tommaseo e Bellini). Stoleum galearum in Continuaz. chron. di Dandolo, Stolium in cronache di Salerno, di Genova (1320), di Fossanova (1185), Stolum
1017
in Ann. genov. (1230). (Jal). Cron. di Venexia, manoscritta del secolo XVI: Et demorando in quelle contrade (la Sicilia), alchuni zorni lo vene stuolo di chathelani (Catalani), che sono in summa galie XXXII (nel 1351). (Jal).
— (Disus.) Flotta di navi mercantili che navigano di conserva, e che in tempo di guerra vengono scortate da navi da guerra. (Fincati). Oggi Convoglio.