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Tanca. — Cassa di lamiera in ferro, a tenuta stagna, per conservarvi combustibile liquido, come nafta, benzina, petrolio, sulle navi petroliere. (Corazzini; Bardesono). Termine comunemente usato, ma non italiano. La denominazione italiana sarebbe Deposito o Cassa-deposito. — Nave cisterna (v. s. Nave). — Tanche (plur.; genov.): doppio fondo (di nave). (Frisoni, 1910). — (Genov.) Cisterne per la zavorra di acqua. (Frisoni). (Il Guglielmotti registra tanca « arnese da portare acqua a schiena di muli per le montagne africane », e cita l'Opinione del 17 dicembre 1887. Il Corazzini dà anche tanca per « serbatoio, costruito di lamiera »: dall'ingl. tank « cassa d'acqua »: v. Settembrini).

Tancà. — Sorta di barca asiatica, condotta da donne. V. Tanka nello Jal.

Tancareira (Portogh.). — Donna dell'equipaggio della tancà.

Tancato. — Spazio vicino allo sbarcatoio con travate e corde per appendervi i tonni e farli dissanguare. (Parona). Anche Loggia. (Cfr. sardo tanca « chiuso, podere »; tancare « chiudere »: Guarnerio, Arch. Glott. XIV 405).

Tanchezu (Savon.). — Tangheggio.

Tanecca. — Sorta di barca da trasporto. (Bustico). (")

Tangheggiare (Term. disus.). — Beccheggiare. V. Tangheggio.

Tangheggio. — Questo vocabolo e il verbo Tangheggiare (v.) sono registrati, come veneziani, dallo Stratico (I, Appendice), ma non son più dell'uso. Venez. Tanghégio « Beccheggio ». V. Ficada. Savon. Tanchezu. (Cfr. franc. tangage « beccheggio »; tanguer « beccheggiare »: Bloch, Dict. étym. II 312).

Tangone (Term. disus.). — Asta di poppa. (Fincati). Asta di posta. (Bardesono). Già registrato dal D'Ayala come un francesismo in uso nella marina livornese. — Tangón (genov.): buttafuori di scopamare. (Casaccia). (Dal franc. tangon « asta di posta », dal 1836: Bloch, Dict. étym II 312; Jal).

Tangue (Franc.). — Limo terroso raccolto sulle coste normanne e usato come concime.

Tannatura. — Operazione di bagnatura del filo di canapa ritorto per le reti da pesca in un'acqua dove abbia bollito la corteccia polverizzata del pino d'Aleppo (Pinus halepensis), ricca di sostanze tannanti.

Tanōn (Riviera Ligure). — Battello da pesca. (Frisoni, 1910).

Tansa (Venez.). — V. s. Tassa.

Tanta (Venez.). — Frugatoio di legno con punta di ferro, adoperato dai pescatori per tastare nell'acqua la scassa, cioè i fondamenti dei cannai, allo scopo di sapersi regolare nel ripiantarvi pali nuovi. (Cfr. padov. tanta « tasta, stuello »: da *tantare per tentare; cfr. padov., venez. intantà « arrabbiato », intantarse « corrucciarsi ». Da tentare il termine it. tènta dei chirurghi).

Taola da mar (Venez. ant.). — V. s. Tavola (III).

Tape da forcami (Term. sec. XVI). — È un termine di galera, riportato dal Garzoni (871), che pare indichi « Pezzi di legname per fare forcacci ». Cfr. Tapèra.

Tapèra (Term. sec. XVII). — Ciascuna delle tavolette poste sopra l'incinta, e sotto ai colli delle latte, dalla poppa alla prora. (Pantera: Jal; Tommaseo e Bellini). Crescenzio, (39): Tapèra è quella corda (v.) che cinge i Baccalari in mezo. (27) ... in quel (dente) del Baccalaro segnato A posano e incastrano gli aposticci, e nel B incastra la Tapera. (32-33) ... nell'opere morte si mette prima la Tapera, nella quale affrontano le teste de' colli delle Late, e ivi s'inchiodano l'una, e l'altra, e finiscono detti colli. (V. Crescenzio 32-33). (Dato il suffisso, tapèra è da ritenere parola veneziana, nel qual caso si connette certo col venez. tàpari « toppi [pezzi di legno] ». Il franc. tapière ne dev'esser derivato: v. Jal. Pare che tape [v.] ne sia il primitivo).

Tappa (Term. sec. XVIII). — Luogo d'un porto, dove i mercanti conducevano le loro merci, per venderle. (Saverien.).

Tappare. — Mettere il tappo alle cubie, agli ombrinali, alle bocche delle armi da fuoco, ecc.

Tappezzeria. — Officina, negli arsenali, per l'arredamento degli alloggi delle
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navi. (Guglielmotti). Oggi Officina tappezzieri.

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