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Torchio idraulico. — Macchina formata da un corpo di tromba con stantuffo e da una tromba premente congiunta con quello da un tubo. Questa tromba è fornita di una leva e adattata a un serbatoio d'acqua cui è unita per mezzo d'una valvola, che vien chiusa per pressione di sopra. Usata anticamente negli arsenali e per alare in terra i bastimenti. Guglielmotti: Soppressa idraulica (disus.). È d'uso invece il corrispondente Pressa idraulica (v. s. Pressare). — Torchio (idraulico) di richiamo in batteria: per far tornare il cannone in batteria, dopo il rinculo. Si usa invece dei ricuperatori a molla per taluni cannoni di grosso calibro.

Torcitoio. — Caviglia per avvolgere e stringere i diversi colli di qualche allacciatura sopra un canapo. (Guglielmotti). Non è in uso. V. Stringitoio per legature.

Torello. — Ciascuno dei due corsi di fasciame esterno più vicini alla chiglia, uno a dritta e l'altro a sinistra di essa. I due corsi immediatamente appresso si chiamano Controtorelli. I torelli sono i corsi più robusti del fasciame del fondo, dovendo concorrere alla resistenza contro gli sforzi longitudinali. V. Quairate (ant.); Battura; Ribordo; Panesèli (venez.). — La prima tavola del fasciame, che s'intesta nella ruota di poppa verso il calcagnolo, e si prolunga verso il corpo della nave accanto alla chiglia. (D'Alberti, 1805). — Torelli: « spranghe di ferro biforcute, che si mettono alla cima delle sartie, per tenerle aperte ». (Guglielmotti). Non è in uso. Forse si tratta dei Tarozzi.

Torma. — Branco, stormo di tonni o di altri pesci.

Tormenta (Term. sec. XVI). — Tempesta (sul mare). (Vespucci; Ramusio; Ulloa; Sassetti: Zaccaria, Elemento iber. 388-389). Colombo-Bainera; Sassetti: Tormento (ivi). (Dallo spagn., portogh. tormenta « tempesta di mare ». Senso marinaresco ha pure il franc. tourmente).

Tormentare. — Sottoporre a tormento. Si dice che una nave è tormentata quando è scossa dalla tempesta; e che tormenta sul ferro (sull'àncora) quando vi ondeggia sopra. Stratico (Appendice): Tormentare sul ferro.

Tormentino. — Trinchettina. (Stratico I 488, N. 8).

Tormento1. — Sforzo a cui sono soggette le fibre del materiale (legno o ferro) costituente le strutture dello scafo, sollecitato dalle forze che tendono a produrre deformazioni o rotture, le quali, però, non si verificano quando i diversi pezzi sono ben proporzionati e connessi. Tali forze sono, oltre il peso proprio dello scafo e delle varie parti che esso sopporta (artiglierie, corazze, macchinarii, carico, ecc.), l'azione delle macchine e dei propulsori in movimento, la pressione del vento trasmessa dagli alberi e dalle sartie, le scosse per il tiro delle artiglierie, per l'urto dei proietti, la pressione che l'acqua esercita nella carena, ecc. Il tormento aumenta quando la nave rolla o beccheggia in mare ondoso, quando la nave è a secco, poggiata nelle taccate di un bacino, o quando trovasi incagliata. (Russo 32). Falconi (1612, p. 5): Di sopra per le arborature e antenne le opere morte si per il tormento che danno al vassello nelle fortune come per veleggiare della burrina...

Tormento2. — Nel senso di « Specie di canapo torticcio », dato dal Guglielmotti e dal Corazzini, è solo termine archeologico. È in realtà il lat. Tormentum « Cavo che si avvolgeva attorno all'àrgano », o « Straglio» (Isidoro). (Jal; Ernout, p. 1005).

Tormine. — V. Termine.

Tornado (Spagn.). — Impetuoso movimento vorticoso dell'aria ad asse verticale o poco inclinato, che si forma talvolta sotto un grosso cumulo-nembo temporalesco come una protuberanza che sporge dalla base della nube e si assottiglia verso il basso a guisa di proboscide, protendendosi fino alla superficie terrestre e ritirandosi spesso verso l'alto per poi discendere nuovamente. I tornados sono generalmente accompagnati da scariche elettriche e da violenti scrosci di pioggia o grandine. Il vento prodotto dai tornados è violento, ma interessa una zona poco estesa. Tornados particolarmente violenti, ma di breve durata, si producono in estate negli Stati Uniti ad oriente delle Montagne Rocciose; altri, meno violenti, ma di più lunga durata, si formano nell'Africa occidentale e sono di particolare interesse per il navigante perché, procedendo dall'interno verso la costa, arrivano sul mare. I tornados sono analoghi alle trombe, ma di dimensioni maggiori: il loro diametro varia da 100 a 300 m.

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