Traffico2. — Lavoro per allargare i capi e rimettere a misura i fili, tiranti, e menali dei paranchi. (Guglielmotti). Ripetuto dallo Zingarelli. Non è in uso.
Traffico3. — Luogo nei porti dove sono magazzini, tettoie, bighe, grue, dove fanno capo le strade ferrate, e vi è tutto l'occorrente per caricare, scaricare e distribuire le merci. (Guglielmotti). Non è in uso.
Trafugo. — Chi, imbarcatosi di nascosto, tenta far la traversata di nascosto. (Laugieri). Non è in uso.
TrafurellaTrafurello, (Term. ant.). — Piccola e agilissima fusta, a vela e a remo. Adoperata per trasportar gente, viveri, munizioni; per assaltare di sorpresa; ma più che altro per i servizi di dogana e di polizia dei porti. (Varchi; Bosio; Guerrazzi: Guglielmotti). Anche Straforella (ivi).
Tragant (Genov. ant.). — Dragante. (Rossi, Gloss. lig. 100).
Tragetto (Term. ant.). — V.
Tragitto. (Dante, ecc.: Tommaseo e Bellini).
(Da tragettare).
Traghettante. — Navalestro.
—
Traghetante (venez.): barcaiolo che conduce da un traghetto all'altro. V.
Provenda.
Traghettare. — Trasportare o passare con apposita imbarcazione ad altro galleggiante, da una sponda all'altra di un fiume, di un canale. Anche Tragittare.
— « Traversare una fiumara con una di quelle pesanti barche chiamate Traghetti ». (Laugieri).
(Citolini, Garzoni, 874, Sassetti, Galilei: traghettare; Carteggio di artisti, sec. XIV-XVI: tragettare; Caro: traiettare. Dal lat. trajectare « trasportare di là ». Traghettare è dal venez. traghetàr, con un gh che ricompare in gheta[r] « gettare » di Burano, di Grado, di Rovigno: Bartoli, Arch. Triest. XXIX 146; Prati, It. Dial. VII 229).
Traghettiere (Term. letter.) — Navalestro. (Foscolo: Tommaseo e Bellini).
Traghetto. — Passaggio di fiume o canale. Anche Tragitto.
— A Venezia, stazione di gondole, e in qualche parte di battelli, per il tragitto del Canal Grande. Venez. Traghèto. Sansovino Traghetto; G. Gozzi: Tragitto (forma it. letter.).
— Pontone ["] con rotaie per il trasporto di vagoni ferroviarii. (Bustico).
—
Libertà dei traghetti (venez. ant.): diritto di occupare i posti di stanziamento delle barche impiegate a tragittare le persone, concesso in affitto dai padroni delle barche ai barcaioli. (Tassini 672).
—
Nave-traghetto (v.).
—
PASSAR TRAGHÈTO (venez.): tragittare.
(Traghetto dal venez. traghèto, e questo da traghetàr. In senso figurato traghetto anche in Buonarroti il Giovane. Per altri significati non marinareschi, e per la diffusione di traghetto v. Nigra, Arch. Glott. XV 127).
Traglia. — Secondo il Guglielmotti è il corrispondente di
Draglia (v. qui a p. 232), ma degli autori citati dal Guglielmotti solo il Fanfani ha Traglia (e Draglia), mentre lo Stratico ha Draglia, il Fincati Tiraglia, il Parrilli Traja, ma quale nome di vela.
Tràgol (Trevis.). — Alzaia. In carta veneta del 1228 Tragulo (contra pelagus). (Olivieri, Saggio topon. ven. 351).
(Dal lat. tragŭla « giavellotto dei Galli e degli Ispani fornito di cinghia, colla quale potevano tirarlo di nuovo indietro »).
Traguardo. — Alidada. (Stratico).
— Il traguardo propriamente detto è la visuale individuata da due piccole masse a punta o filiformi o di altro genere, che sporgono superiormente alle estremità dell'alidada dei grafometri o di altri strumenti per prendere rilevamenti.
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— Il significato generico di Traguardo è: l'allineamento costituito da due oggetti prossimi all'osservatore ed atti ad individuare una visuale o una direzione di riferimento.
—
Traguardo per le regate: allineamento costituito generalmente da due boe fisse in mare o fra due pali sulle due rive di un canale o di un fiume, al punto di arrivo per poter giudicare con precisione l'ordine di arrivo delle imbarcazioni concorrenti.
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Traguardo della scia: per misurare l'angolo che essa fa con la direzione del piano diametrale della nave. (Guglielmotti). V.
Solcometro;
Scia.
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TAGLIARE IL TRAGUARDO: nelle regate, passare attraverso l'allineamento costituente il traguardo. L'istante di arrivo è quello in cui l'imbarcazione concorrente taglia il traguardo.