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Controcinta2. — A p. 192, leggere Serrettame, non Serrattane.

Controeliche. — Appendici di vario tipo fissate alla carena di una nave nella zona prossima alle eliche, per migliorarne il rendimento propulsivo. Se collocate a proravia delle eliche, sul dritto dell'elica o sulla parte estrema dello scafo, agiscono sulla corrente di scia della nave e ne avviano i filetti fluidi all'elica, impartendo a essi un movimento elicoidale, che favorisce il funzionamento dell'elica. Se collocate a poppavia (sul dritto del timone) agiscono nella scìa del propulsore e ne sfruttano il movimento elicoidale, utilizzandone le componenti favorevoli all'avanzamento della nave. Le controeliche possono venire ricavate anche dal lembo prodiero del timone (quando questo si trovi subito a poppavia dell'elica) allora si chiamano Controtimoni. Le controeliche e i controtimoni hanno avuto in tempi recenti varie applicazioni sulle navi della marina mercantile; si è però cercato di ottenere gli stessi risultati mediante un più accurato avviamento delle parti poppiere della carena e delle sue varie appendici. (L. Fea, Rivista marittima, febbraio 1935, p. 177).

Controfasciame2. — La definizione a p. 192 va intesa nel senso che il rivestimento di tavole si applicava in corripondenza del bagnasciuga per aumentare la larghezza della nave e migliorarne la stabilità. In questo significato Controbordo è più specifico, giacché Controfasciame ha un significato più generico e cioè: Bordatura di tavole (per le costruzioni in ferro, lamiere) opposte o sovrapposte alle altre: interne alle esterne, inferiori alle superiori. (Guglielmotti). V. anche s. Bottazzo (in Appendice).

Controplancia. — Sovrastruttura al di sopra della plancia, su talune navi, dove è sistemata la bussola normale.

Controstraglio2. — V. anche s. Straglio (p. 1005).

Controtimoni. — V. s. Controeliche in Appendice.

Controtrincarini. — V. anche s. Trincarini.

Controvento2. — V. anche s. Vento (p. 1189).

Converso (Term. sec. XVIII). — Cassero. (Saverien).

Cooperativa marinai. — Azienda speciale che ha lo scopo di provvedere taluni generi (come: oggetti di cancelleria, cartoline illustrate, fiammiferi, sapone, oggetti di biancheria, commestibili, ecc.), di buona qualità e di prezzo minimo, al personale imbarcato a bordo delle navi della R. Marina. Le cooperative provvedono anche francobolli e tabacchi, ritirati dagli uffici di vendita con lo sconto del 5 %. Per quanto riguarda i tabacchi su navi che si recano all'estero v. s. Tabacco. Il rifornimento degli altri generi viene effettuato in massima parte presso grossisti e quindi a prezzo ridotto, sicché vendendoli al prezzo corrente sul mercato ne risulta un utile per l'azienda. Il fondo iniziale della cooperativa marinai viene istituito mediante versamento di una quota di lire 3 da ogni militare imbarcato; quota che è poi rimborsata all'atto dello sbarco del militare, ovvero quando si cominciano a distribuire gli utili dell'azienda. È amministrata dall'ufficiale commissario di bordo, sotto le direttive di un consiglio di amministrazione, presieduto dal comandante in 2° e composto di un tenente di vascello, del commissario di bordo, di due sottufficiali e di due sottocapi. L'amministrazione è tenuta secondo speciali norme stabilite dal Ministero della Marina. Vi sono cooperative marinai anche a terra, in talune sedi militari marittime.

Coordinate2. — V. anche s. Sfera celeste. — Coordinate uranografiche: v. s. Uranografico.

Copaneto (Venez.). — V. s. Còpano.

Còpano2. — V. s. Fopano.

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