Agumena (Basso lat., genov. sec. XIII, XV). — V. s.
Gómena. (1251, 1441: Jal); Rossi, Gloss. lig., Append. Anche
Agumina (v.).
Agumina (Basso lat., it. sec. XIII). — V.
Agumena. (1248, 1264, 1542: Jal; Berni, sec. XVI).
Aguzzino (con zz dolce). —
Custode de' galeotti (v.). L'uno e gli altri durarono sino all'invenzione del
vapore (v.). Volg. Auzzino. V.
Sott'aguzzino.
(Sicil. sec. XIII aguzerius [La Cultura VII 236]; 1498-1503: alguzini, aguzino [Masser Leon.]; M. Sanudo: aguzoli [= aguzili "]; Ramusio: guazino, algozil, algozilo-e, algozino, agozil, agozino « ufficiale di giustizia; governatore di città »; [Zaccaria, Elemento iber. 18-20, 420, 478], sicil. ant. algoziru [Studi Glott. VII 19]; napol. ant. algozino [anche nel 1540], agozino « bargello » [Galiani]; lig. ant. agozile, agozino « sovrastante della ciurma » (Rossi 40, s. comitus), 1573: algoasil (Jal, s. Calafato); agozino nel senso marinaresco in Crescenzio [1602], ecc. [Tommaseo e Bellini]. Vista la forma antica algozino, conviene ammettere che dall'it. sia venuto il termine francese [Dict. général], non viceversa [Bloch, Dict. étym. I 41; Wartburg, Franz. etym. W. I 79]: 1515-1522: algouzin, largozin, 1548: algouzin, sec. XVII argousin [Jal; Romania XXXVI 612]. Anche uno scrittore francese diceva, nel 1629, che agussin o argousin è parola italiana [Jal 82]. Dallo spagn. alguacil « amministratore della giustizia; gendarme »; ant. algozirius, alguazilus [Du Cange]; dall'arabo al-wazīr « luogotenente ». In it. la voce fu avvicinata ad aguzzare, auzzare [ant. aguzzetta, aguzzetto, auzzetto, auzzotto, auzzente (Petrocchi) « persona che serve altrui di consiglio e d'opera »], ma mantenne il zz dolce, ricavato forse dalla forma napoletana).
Agyalis (Basso lat.). — Sorta di bastimento, forse da cabotaggio. (Vita di Raniero, vescovo di Pisa; Jal).
A.I.C. — Associazione Italiana Cronometristi.
Aimola. — Voce che accompagna la canzone dei tonnarotti e il ritmo del sollevamento di corde e reti per la mattanza. (Parona). Dove si usa "
Aimoni (Term. sec. XVII). — Come argomenta lo Jal, questa forma del Crescenzio è sbaglio per Maimoni.
Aiuola. — (Derivato per concrezione dell'articolo da Jola). Jole, jola, schelmo. (Guglielmotti).
Aiüssa (Genov.). — Aria cattiva, da mal tempo. V.
Agrüa.
Aiutante1. — Speciale categoria di sottufficiali nella Marina militare italiana, scelti tra i migliori, e incaricati della polizia del servizio di bordo e delle caserme a terra. Ha per distintivo il fascio littorio.
—
Aiutante di bandiera: tenente o anche sottotenente di vascello, addetto alla persona di un ammiraglio. Nell'Esercito corrisponde all'ufficiale d'ordinanza o a disposizione.
Aiutar l'ago calamitato (Term. ant.). — Aggiungervi dei gradi, per calcolare secondo la direzione del polo conosciuta col gnomone a mezzodì. (Amoretti, in nota al Pigafetta: Jal).
Aksak. — Piccola barca groenlandese. (Jal.)
Ala1. — Nel combattimento la flotta si divide in due schiere (ala destra e ala sinistra), che vanno a disporsi ai lati di una terza schiera mediana (detta Battaglia).
Ala2. — L'estremità, la punta del timone, della vela, ecc.
— Spuntone.
— Parete laterale delle reti da pesca.
— Il cavo per la manovra dell'alaggio.
Ala a bordo (venez.): — cavo da mano, a cui è raccomandato lo schifo, e con cui, tirandolo, s'arriva da questo al bordo della nave. (Boerio).
Ala di colomba: — ciascuna di quelle velaccine triangolari, che mettono talvolta anche i bastimenti a vele quadre al di sopra delle vele più alte. (Guglielmotti).
Ala di deriva: v.
Aletta di deriva.
Ala dell'elica: — v.
Pala dell'elica.
Ala della femmina: — bandella del timone.
Ala di un fusto: albero in legno per piccoli velieri, fatto con un solo pezzo di legno.
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In opposizione ad albero composito, che è quello formato da più pezzi di legno tenuti insieme da cerchi di ferro.
Ala di una galea: i due tavoloni verticali, a destra e a sinistra sul ponte di poppa, sporgenti sul timone. Voce antica.
Ala di onore: la linea, semplice o doppia, di marinai (o soldati) che si distende al passare di un personaggio e gli fa ala in segno di onore.
Ala di rispetto: di riserva.
Ala di scarroccio: sistema di tavoloni che si applica sottovento al corpo della nave, perché, immerso nell'acqua, contrasti con la spinta laterale del vento. (Guglielmotti). Usata oggi su qualche piccolo galleggiante a vela.
Ala di stivamento: divisione dell'interno della nave, per la disposizione delle merci nella stiva.