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Ala! — Comando di tirare orizzontalmente una qualsiasi corda.

Ala, ala! (Venez.). — Grido dei barcaioli veneziani, che si trovano in burrasca o in altro pericolo, usato per farsi coraggio. (Boerio).

Alabbasso. — Le corde che servono per tirar giù quelle vele di taglio che si chiamano Fiocchi e Vele di strallo, e quelle vele auriche che hanno il nome di Rande a picco fisso e Contro rande. La voce Alabbasso si estende ad indicare qualunque corda destinata a tirare abbasso un oggetto o semplicemente a guidarlo nella sua discesa. Alabbasso della bandiera. Si dice anche caricabbasso o calabbasso. (Bardesono). Nel Fincati (1870): Calabbasso o Alabbasso (s. Calabbasso). (Dal franc. hale-bas « caricabbasso »).

Alabolina (Term. ant). — Nome dispregiativo che i vecchi marinai dànno ai novizi ancora inesperti; quasi dicessero loro: buoni appena ad alare le cimette delle boline, ch'è manovra tra le più facili. (Dal franc. hale-bouline « marinaio inesperto »).

Alacciara. — Rete alla deriva, più piccola della menaide ma con le maglie più grandi, per pescare le alacce (che son grosse sardelle), dove l'acqua è fonda una trentina di metri. V. Bardassòle.

Aladentro. — Manovra per tirare l'orlo superiore d'una randa in dentro lungo il picco e verso l'albero. (Composto imperativo: Ala dentro !).

Alafuori. — Corda per distendere la scotta o la bugna d'una randa ecc., in direzione della punta del picco. (Composto imperativo: Ala fuori !).

Alaggio. — Il tirare barche contro corrente, bastimenti sopra la spiaggia, per metterli a secco. Specialmente l'operazione che si fa per tirare a secco, sulla riva o sopra uno scalo, bastimenti da ripulire o riparare nella carena. Nei fiumi l'alaggio si fa con una corda (alzaia) legata a poppa e che passa a prua per una puleggia attaccata al capo di un albero di giusta altezza, affinché l'alzaia non tocchi nell'acqua o non sfreghi contro terra. Un capo dell'alzaia è prolungato a riva e vien tirato da uomini o da bestie o da macchine. — Il sentiero sulla sponda, lungo il quale si tira l'alzaia. — Scalo di alaggio. V. Scalo. (Dal franc. halage « alaggio, tonneggio Scalo).

Alalongara. — Rete galleggiante, di maglia stretta e grossa, lunga dai 100 ai 120 metri e profonda dai 30 ai 40, in uso per la pesca dell'alalonga (della famiglia dei tonni). Anche: Alongàra.

Alambardata. — Questa parola e le varianti Ambardata e Lambardata sono degli adattamenti della voce marinaresca francese Embardée. La voce italiana è Guizzata o Guinata. (Bardesono).

Alamena Qaighy (Turco). — Barca con 4 o 5 paia di remi, usata per la pesca del bonito (specie di tonno), nel Mar Nero. (Jal). Meglio Alamana (qaiq). Si usa però il solo Alamana: piccolo trabaccolo; battelletto peschereccio » (Redhouse 180).

Alapazza. — V. Lapazza.

Alare1. — Cavalletto di ferro che negli arsenali serve per disporre i legnami, che vanno piegati al fuoco (v. Abbarcare), e acconciati alle forme dei bastimenti, ecc.

Alare2. — Tirare orizzontalmente con forza un cavo, una catena a bordo o a terra. — ALARE UNA IMBARCAZIONE A BORDO: tirarla a bordo. — ALARE UN'IMBARCAZIONE A TERRA: tirarla a secco (in cantieri privi del bacino di| carenaggio).
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ALARE A CAMMINARE: tirare camminando. — ALARE A CAMBIAMANO: senza muoversi, solo a forza di braccia, alternando le mani. — ALARE PER DAVANTI: quando « una o due persone tirano una corda proveniente dall'alto, senza farla passare per una carrucola che le dia una direzione orizzontale, ma facendo forza sul suo ultimo tratto verticale ». — ALARE A SEQUARO: alando per davanti una fune già tesa e legata ad una caviglia, « agendo a scosse, e facendo scorrere volta per volta la sua legatura in modo da ricuperare e tener ben fermo quel che si tira ». (Bardesono). — Tarant. Alare: v. s. Chiassare. (Alare, già nella versione del Castagneda [sec. XVI]: Zaccaria, Elemento iber. 11; nel Crescenzio [1602] e nel Pantera [1614]: dal franc. haler « tirar coll'alzaia, tonneggiare » di origine germanica: Bloch, Dict. étym. I 357; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 3997; Valkhoff 158).

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