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Fangaro (Venez.). — Colui che è incaricato di scavare i canali nelle valli e di trasportare altrove il fango. (Ninni).

Fango (Fondo di ~). — Il letto marino quando è formato di melma o terriccio più o meno molle. Le àncore vi fanno una presa abbastanza buona.

Fanò: — (Venez.) Fanale (sulle navi e sulle torri nei porti). V. Caròba. Anche Fanàl. — Galèra, Nave di fanò: nave capitana col fanale per insegna. (V. Mutinelli 159). — Anche ancon. Fanò (Tommaseo e Bellini, s. Falò). — Gabella del fanò (sec. XVIII): pagata in Sicilia, sopra tutto a Messina dai bastimenti con fanale. (1761: Rezasco). — (Doc. napol.) Fanò: guardia notturna lungo il littorale. (Guglielmotti). (Venez. fanò anche nel 1420, 1443, ecc.: Jal; Zaccaria, Raccolta 131. Nel sicil. fanò «falò; fiaccola»: dal greco φανός «lanterna»).

Fanone (Term. ant.). — Francesismo per Festone d'una vela. (Bustico). (V. Jal, s. Fanon). (Indicò anche una sorte di veste papale. [Petrocchi]. In francese fanon ha più significati: v. fanon [disus.] nello Jal; Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 289. Dal francone fano «pezzo di panno»: Wartburg, Franz. etym. W. III 412).

Fantasia (Term. sec. XVII). — Determinazione della posizione geografica della nave, fatta con la stima, con grossolana approssimazione. (Falconi, 1612, p. 63, 65: Guglielmotti).

Fante (Venez. ant.). — Servitore. (1312, 1602: Jal; non anche Fanto!). Anche nel Garzoni (874) i Fanti (dei bastimenti). V. Famulus (lat., genov.); Mozzo, Camaròto. (Il Boerio ha fante «famiglio; cursore di curia»; it. ant. fante «servitore»).

Fanteria di marina. — Speciale corpo di fanti che, in passato, nelle principali marine da guerra, disimpegnava tutti i servizi militari sulle navi, nelle caserme e negli arsenali. A bordo di ogni nave ve n'era un reparto che dava le sentinelle e le scolte; in combattimento era addetto al fuoco di fucileria, e talvolta forniva i serventi dei cannoni. In navigazione i soldati di fanteria di marina si adoperavano come marinai di coperta, facendo loro eseguire tutti i lavori di forza per i quali non era necessario conoscere l'arte marinaresca. La Marina britannica ha tuttora il Corpo di fanteria di marina, le cui mansioni sono quelle a cui abbiamo accennato. (Royal Marines). Porta una giubba scarlatta e buffetteria di cuoio bianco. (V. Parrilli).

Fantinetto. — Ciascuno dei pezzi di legno leggermente curvi, impernati intorno alla campana di ogni àrgano per formare una superficie svasata alle basi e ruvida, la quale, quando si vira l'àrgano, offre buona presa ai cavi che vi si avvolgono. Genov. Fantinette. (Olivieri. 1851), Dabovich: Fette, Modioni. — Fantinetti del tagliamare: cani. (Dabovich). (Il Guglielmotti immagina che i fantinetti stiano, come fanti, al servizio dell'àrgano. Ma questa non dev'essere l'origine del nome, né esso deriva forse dall'ant. fantino « soldato a piedi », usato figurativamente, essendo fantinetti probab. dal genov. fantinette, che significano anche « figurine [di pasta] ». Non c'è nemmeno motivo di supporre un accomodamento italiano del francese fanton, fenton «legno, preparato per fare caviglie» [Dict. général]).

Faraci (Aggett.; sicil.). — Di piccolo mare, seno, golfo. (Traina).

Faràcicu (Sicil.). — Facchino di tonnara. Anche Vastasu di tunnara.

Faraglione. — Grosso faro. (Guglielmotti). Voce non confermata. (V. Faraglioni).

Faraglioni. — Scogli alti e sottili. Faraglioni di Capri: i tre scogli presso alla Punta Tragara (Monacone, Stella, Scòpolo). — Faraglioni di Trezza: le Isole dei Ciclopi (Catania). (V. Corazzini). (La voce è già usata dal Sangallo [secolo XV-XVI] per un Faraglione di mare sopra un'isola scogliosa, presso Civitavecchia [Guglielmotti]: da faraglione [v.], per la somiglianza, o, se dubbio questo, direttamente da faro. Da faraglione lo spagn. farallón [e più nomi di luoghi] «isolotto o scoglio alto e scosceso» [Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 6463], non quello da questo: Zaccaria, Elemento iber. 470).

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