Favònio (Term. letter. ant.). — Zèffiro, vento di ponente. Vento marino. (Palladio; Alamanni; Ariosto, ecc.: Crusca). A Firenze Marino.
(Parola presa tardi dal latino: favōnius, da cui scesero diretti tarant.
faugno [v.], napol.
favugno,
favuogno [v.], e
favognano [v.] del Villani: Merlo, Mem. Jst. Lomb. XXIII 274, 311 n. 297; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 3227).
Favugno (Napol.). — Vento meridionale d'un caldo soffocante. Anche Favuogno. (D'Ambra).
(V. s.
Favònio).
Fayfenà (Term. ant.). — Sorta di nave giapponese. (Gemelli Careri: Zaccaria, Raccolta 261).
Fayoné. — Imbarcazione da diporto, usata nel Giappone, con una specie di copertura nel centro. (Encicl. Univ. Ilustr.).
Il Donadíu y Puignau ha Fayofnea.
Fazzoletto di seta. — Larga cravatta di seta nera dei militari della Marina da guerra, sino al grado di sottocapo compreso.
Fèccio. — Cassetta, al solito di castagno, fonda e bislunga, nella quale i negozianti spediscono le partite dello zucchero. (Tommaseo e Bellini). Il Petrocchi (1884-1891) lo diceva quasi disusato. Il Frisoni (1910) registra il genov. Feccio (de süccao): cassone da 150 chili di zucchero. V.
Fardo.
(Dallo spagn. fecho de azucar).
Fele (Acqua in ~) (Venez. ant.). — Marea che cresce poco, e poco decresce. Anche Aqua de fele, Mar de fele. (Riv. Geogr. It. XIX 221, 222, 262; Stratico, s. Acqua; Guglielmotti, s. Fèle). V.
Fella di acqua.
— Istr.
Fèle: stato del mare, quasi stazionario, dopo il flusso e riflusso. (Ive, I dialetti dell'Istria 148).
(Nel 1360 felis [lat.]: Riv. cit. 222, n. 1. Non ha rapporto col fele di Dante, come vuole il Guglielmotti, perché questo vale « amarezza, dolore », non « miseria » e a fèle, fièle corrisponde in veneziano solo fiele).
Felin (Franc. ant.). — Forse lo stesso di
Flouin (v.). (Jal).
Fella di acqua (Term. ant.). — Lo Jal riporta questo termine, avendolo rifatto su un plur. Felle di acqua: acque stagnanti, e citando il venez. Acque di fele, d'ugual senso. In realtà si deve trattare di
Fele (v.), che nel veneziano resta così anche al plurale.
Feltro. — Sottofodera di feltro catramato che si poneva sulla carena delle navi in legno al disotto della fodera di rame, per isolare questa dai chiodi in ferro del fasciame esterno, e impedire quindi le correnti galvaniche nascenti dal contatto tra i due metalli. Anche Borra.
Felüa (Genov.). — Feluca.
Feluca1. — In antico, grosso palischermo coperto, che le galee portavano appresso per comunicare con la terra e tra loro.
— Si designò poi con questo nome, nel Mediterraneo, un bastimento di piccolo cabottaggio, pontato, con una vela latina, a volte con una seconda vela latina più piccola all'estrema poppa (mezzanella) e il polaccone: da 30 a 50 tonnellate.
I Veneziani, nella circostanza della guerra di Cipro (1571) cominciarono a usare delle feluche (Mutinelli 161), che però, pur essendo navi leggere e veloci, dovettero avere dimensioni maggiori di quelle suindicate.
— Barca portoghese scoperta con due alberi a calcese leggermente inclinati a prora, con vele latine, con dieci o dodici remi. Con o senza asta di fiocco.
— Nella nomenclatura italiana dei tipi d'attrezzatura dei velieri, la feluca è un piccolo bastimento pontato con due alberi a calcese con vele latine. Non ha asta di fiocco. Questa attrezzatura è in disuso. V.
Vela latina, s.
Vela.
— (Ant.)
Feluca degli spacci: barca che andava da porto a porto con lettere e passeggeri. A Genova e altrove. (Guglielmotti).
(Il Caporali [1531-1601], le Imprese navali [1588], il Davila [1630], il Magalotti [1637-1712] scrissero feluca; il Pantera, il
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Torricelli [1608-1647] e il Baldinucci [1624-1696] filuca; il Fagiuoli [1728] e il Targioni Tozzetti [1712-1783] filuga. V.
Filughetta, e Crusca, Tommaseo e Bellini, Zaccaria, Raccolta 128. Lo Jal riporta anche filucca, il Corazzini: filuchetta per feluchetta, filugone, felucone, faluca, falucone, faluchiere, felucchiere [!], genov. felüa, napol. falluca, il Boerio [venez.] feluca, felucón, il Chiappini [romano] filuca, nella frase: È scappato via come una filuca; còrso filuca, sicil. filuca e filucuni. Le forme con fa-, che, eccetto il napol. falluca, il Corazzini non dice donde abbia ricavate, accennano allo spagn. ant. faluca, spagn. moderno e portogh. falúa, mentre il francese ha felouque [catal. faluga]: dallo spagn. ant. haloque « antica imbarcazione piccola », e questo dall'arabo harrāka « brulotto », donde anche
caracca [v.]: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 831; Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 293; Kindermann, « Schiff » im Arabischen 74).