Pagina 394

Lenzanella. — Piccola lenza dello scandaglio. (Corazzini).

Lenzara (Romano). — Palamito.

Lenzare (Term. ant.). — Pescare colla lenza. — Misurare colla lenza. Così il Guglielmotti, e il primo significato è accolto dal Fanfani (IV ediz.); ma mancano esempi, come mancano di allenzare. Questi due verbi furono usati per « fasciare ». (Tommaseo e Bellini).

Lenzuolo (Term. sec. XVII). — Il panno della vela. (Crescenzio 73: Corazzini).

Leone1 — Quinta costellazione zodiacale e il segno corrispondente dell'eclittica, con una stella di prima grandezza (Règolo), parecchie molto brillanti, in tutto più di 150 visibili a occhio nudo.

Leone2 (Term. ant.). — «Voce di marinari antichi per esprimere quella scoltura che adornava la prua dei bastimenti, massime veneziani, cui i moderni dicono Polena». (Guglielmotti). — Fossa dei leoni: v. s. Fossa del nostromo.

Lèpadi — Cirrìpedi, crostacei con conchiglia, che s'attaccano ai bastimenti, riuscendo a volte di danno agli stessi.

Leppo — Mastice adoperato dai Cinesi per spalmare la carena delle navi. (Corazzini).

Lerzino — Forma data dal Laugieri per Lezzino.

Lesca (Venez.). — Esca.

Lesda (Nizz. ant.). — Dazio della città. (Rossi, Gloss. lig. 119). — Lesdiero: ricevitore di detto dazio. (Ivi). — Cfr. Lesda (basso lat. sec. XIII): diritto d'ormeggio che pagavano le navi a Barcellona. (1283: Jal).

Lesino2. — Termine registrato dal Bustico per Lezzino (v.).

Lestare (Term. sec. XVII). — Inzavorrare. (Oudin). — Preparare per qualche spedizione. Anche Allestare, Allestire. (Oudin). (Dal franc. lester « inzavorrare » [v. Bloch, Dict. étym. II 12]. Di qui il significato di allestire « preparare », e lèsto « preparato, pronto » [v.] e « destro, presto »).

Leste (Term. sec. XVI). — Levante (vento). (Ramusio; F. Colombo, tradotto dall'Ulloa: Zaccaria, Elemento iber. 238; Bartoli: Petrocchi). È lo spagn., portogh. Leste.

Lesto. — Nel senso di pronto dicesi di chi ha ultimato il proprio compito, lavoro, ecc. — Chi è lesto, rientra e abbasso!: voce di comando sulle navi a vela per ordinare ai marinai, che sono andati a riva per mollare o serrare le vele, di rientrare dai pennoni e discendere in coperta di mano in mano che ciascuno ha ultimato la parte che gli compete, senza attendere gli altri. — (Ant.) allestito, pronto, anche di armata e di nave. (Sassetti; Salvini: Crusca). (V. s. Lestare).

Lettera: — Lettera di garanzia: dichiarazione di un commerciante, ecc., che comprova la proprietà di tutta o di parte della merce, caricata a bordo, e che si vuole ritirare. — Dichiarazione comprovante che il carico d'una nave mercantile neutrale non contiene contrabbando di guerra. — Lettera di marca o di marco: patente di corsa, autorizzazione concessa anticamente ad armatore o a capitano di bastimento da governo di paese in guerra con un altro, per assalire o depredare legni nemici. Oggi i governi di stati belligeranti per poter autorizzare una nave mercantile della propria nazionalità a fare azioni di guerra debbono iscriverla nei ruoli del naviglio da guerra (incrociatori ausiliarii), militarizzarne l'equipaggio, darne il comando a un ufficiale appartenente ai ruoli della Marina da guerra e farle battere bandiera da guerra. Franc. Lettres de marque. (V. Jal, anche s. Marche, con un passo relativo a Venezia). — Lettera di mare: permesso scritto di navigare e commerciare sul mare, dato per autorità del sovrano. (Stratico). Anche Patente. Franc. Lettres de mer (Jal).

Letto1: — Letto (del mare o del fiume): il suo fondo. — Letto (della marea): la zona di mare dove si manifesta la marea. — Letto (della corrente): la zona del mare dove la corrente scorre. — Letto del vento: la sua direzione. V. s. Filo. (V. Lit du vent nello Jal).

Letto2. — Stazzo. — Letto della nave: la invasatura approntata per il varo. (Crescenzio, ecc.: Jal).
395
Letto del paramezzale: la superficie costituita dalle facce superiori dei madieri spianate al mezzo per una larghezza eguale a quella del paramezzale per dare a questo un buon appoggio. — Letto del fasciame del ponte: l'insieme dei bagli, tagliettini, traverse e latte. — Letto: nome dato dai Napoletani al fondo della camera della morte avente una tale disposizione da essere sollevato, lasciando in posto le reti laterali. (Parona). Anche Levaria

| p. 393
p. 394
p. 395 |