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Levécciu (Còrso). — Libeccio (vento). Anche Libécciu.

Leventi (Term. sec. XVI-XVII). — Uomini sagaci, accorti, e atti a tutti i servizi, ma più tristi che buoni. — In Venezia «s'intendono, esser corsari, o gente di busca». (Pantera, 1614, Vocab.). Nell'Alberi (Relazioni) infatti Leventi, corsari levantini od orientali. (Zaccaria Raccolta 249), e così nel Sanudo (1533: LVIII, 285). — La parola sopravvive tra i Veneziani di Livorno (abitanti del quartiere di Venezia), i quali chiamano Leventi (o Bulcantini, Buscantini) gli «Scaricatori che trafugano della mercanzia» (Fanfani, Uso toscano; Petrocchi), e nel sicil. Liventi « traditore » (Traina, Vocabolarietto, Appendice).

Levezza (Tarant.). — V. Siccarezza (tarant.).

Leviatan. — Nome che fu usato dagli Inglesi per indicare qualche bastimento di dimensioni colossali (ingl. Leviathan). (Panzini). Guglielmotti (s. Intrabiccolamento): Leviathanni (plur.). (Dal nome d'un animale acquatico, immaginario o reale, mentovato nella Bibbia. Ingl. leviathan « squalo »).

Levrieri del mare. — Transatlantici velocissimi. (Cfr. Levrieri dell'oceano nel Bustico).

Lexìn (Genov.). — Lezzino.

Lezo (Genov.). — Foro praticato nella sentina delle piccole imbarcazioni per lo scolo delle acque, quando sono in secco. Allievo, leggio, alleggio. — Zaffo che serve appunto a chiudere il lezo propriamente detto. (Frisoni).

Lezzino. — Cordicella fatta di 2 o 3 filacce di canapa torte, prima separatamente e poi insieme. Lezzino bianco: non catramato; nero: catramato. È usato per legature, per lavori ornamentali, per sàgole intrecciate, per la fasciatura delle corde. Bustico: Lesino, genov. Lensìn (Olivieri), Lexìn (Casaccia), Còrso Lisinu, istr. Anisìn, Lusìn. (Dabovich). V. Lusino, Merlino, Minutenze. (Lezzino nello Stratico [1813] e nel Tonello [1835]. Forse dal lat. līcium « cordicella » [cfr. tarant. lézziri, genov. lissi « licci »]; ma non sono spiegate le varianti riportate. Un franc. lésin, dato dal Falcucci [s. Lisinu] è sbaglio per lusin. Pare altra cosa l'istr. lessina «corda ordinaria, liscia»: Ive, I dial. dell'Istria 65).

Libà (Ancon.). — Lo Spotti traduce questo term. marin. con Libano, che sarebbe un vento. Essendo questo un nome sconosciuto in tale senso, forse si deve intendere il Libonoto.

Libàn (Genov., venez.). — Libano.

Libanella. — Piccola corda di sparto per le navi e per la pesca. (Jal, s. Libano; Guglielmotti). Catan. Libbanèddu. (Da libano [v.]).

Libano. — Stramba, corda di sparto, giunco, carice, che serve a molti usi nei bastimenti, ed è adoperata anche dai pescatori. (Cannaviello 15). Inoltre serve a dare una prima strisciatura ai legnoli e al cavo, per appianare il pelo riccio. (Carena). V. Brula (venez.). Genov., venez. Libàn, sicil. Libbanu, basso lat. genov. Libani (plur.) (1265: Jal). Libano presso Serdonati, Crescenzio (1602), Doc. tosc. (Guglielmotti); Pantera (1614): Libani sono corde d'herba. Franc. ant. Liban (1627, 1641: Jal), provenz. Liban (Mistral), catal. Llibant, corda di sparto. (L'arabo egiz. libân « alzaia » venne dall'it. libano, non questo da quello [De Gregorio, Studi Glott. VII 210]. A Siracusa libbanu è un pezzo di corda portata al collo per penitenza in certe funzioni di quaresima » [Macaluso Storaci, Vocab. sicil.]).

Libanus (Basso lat., genov. sec. XIII). — V. Libano.

Libare. — Alleggiare. (Tommaseo e Bellini). Anche Allibare, Alibare, Far gettito. Venez. Libàr; Querini (1431): Libar. (Jal). Garzoni (879): Libare. (Libare « è voce molto familiare a i marinari Venetiani » [Pantera, 1614]: dal lat. alleviare. V. Allibare).

Libaròl (Venez.). — Colui che ha una barca propria per porvi i colli levati da una altra barca, per alleggerirla. Alleggiatore.

Libati (Venez. sec. XIV o XV). — Oggetti componenti la galea, fatti con tavole d'abete, ma non definiti. (Fabbrica di galere: E vole 300 tole [tavole] de Albeo [abeto] per far libati, portapagnoli e seragie de soto: Jal).

Libatore. — Quale derivato di Libare (v.) (Guglielmotti) non ha esempi. Lo stesso
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va detto per Libazione, Libatorio. (A Venezia Libadór: colui che porta fuori dalle carceri le immondezze).

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