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Osservazione. — L'insieme delle operazioni che si fanno a bordo per osservare e per dedurne la posizione della nave. (Stratico; Parrilli). — Nave, Squadra in osservazione: nave o squadra che sta in crociera, o ancorata per sorvegliare i movimenti del nemico. (Fincati). Non si usa; si dice In esplorazione. — Osservazione di levata: v. Levata. — Osservazione al sorgere del Sole: v. Levata.

Ossi (Plur.; venez.). — Carcame. Così il Corazzini; ma il Boerio dà la voce solo nel senso di « Carcassa dei polli ».

Ossicrato (Term. disus.). — Bevanda fatta con aceto, miele ed acqua, che si dava per rinfrescante ai marinai. (Piquè).

Osso1. — Quella parte della ralinga di caduta compresa tra la brancarella d'inferitura e quella del terzaruolo e che resta in bando dopo che è stata passata la borosa. — Osso di morto: bozza a coda, che serve a sostituire altre corde agli attrezzi rotti in caso d'azione. (Stratico, III 206). Non si usa.

Osso2. — Parola che fu usata a volte per «Ossatura; Ossame» (Guglielmotti), ma non nel senso marinaresco. (V. Crusca; Tommaseo e Bellini).

Osta (Term. ant.). — Fune che s'allaccia ai bracotti della penna della vela, e che serve a tirare qua e là l'antenna più o meno verso poppa. (Crescenzio; Citolini; Garzoni 872). Pantera; Stratico; Parrilli: Oste. Sicil. Osti (masch. sing.), tarant. Ostia. V. Hosta (basso lat.) nello Jal, e qui a p. 332. (Tommaseo e Bellini, s. Osta, e Oste, 6: Crusca). V. Sosta. Oggi si chiama Ostina od Ostino. — Oste da gancio: oste di rispetto, che serve in mancanza dell'altra. — Oste della mezzana: oste che serve alla antenna di mezzana. (Stratico). — Bracotto, o Bragotto dell'osta: fune addoppiata alla quale s'allaccia l'osta. — ANDARE DELL'OSTA, DELL'OSTE: v. s. Andare. — ANDARE A VELA DELL'OSTE: navigare prendendo il vento da una direzione tale da dover tenere tesate le oste di sopravento. Non si usa. — SOFFIAR IL VENTO AD OSTA (sec. XVII): da una direzione tale da dover tenere tesate le oste di sopra vento. (Crescenzio, 1602: Crusca). (Basso lat. genov. [1248, 1268]: osta, anche catal. ant., spagn. ant.: Jal, anche s. Paranchinus. Questo autore pensa che possa derivare dal lat. obstare « ostare », in quanto l'osta deve far forza contro il vento).

Ostaga. — Riportata a p. 23, s. Amante ma è voce spagnola e portoghese.

Ostarlini (Term. sec. XVI). — Mercanti anseatici del Baltico orientale. (Lodovico Guicciardini; Sassetti). Nel Sanudo Sterlini. (Zaccaria, Raccolta 170, 239). (Dall'oland. oosterling « persona dell'oriente, Tedesco settentrionale, Austriaco »).

Ostaro (Voce supposta). — V. s. Sostaro.

Oste1. — V. Osta.

Oste2 (Term. sec. XII, XIV). — Armata. Guido delle Colonne usa la parola al maschile, e G. Villani al femminile. Un esempio è anche nel Boccaccio. (Crusca; Tommaseo e Bellini). Breve mercat. Pisa (1321): ... oste di mare e di terra... (Rezasco). (Cfr. ant. oste [masch. o femm.] « esercito », lat. hŏstis «nemico», poi «milizia»: Bloch, Dict. étym. I 42, s. Armer: Du Cange).

Ostela. — Sbaglio del Corazzini per Otèla (v.).

Ostellaggio (Term. ant.). — Magazzinaggio. (Genova, Nizza). (Rezasco; Edler 198: cfr. Tommaseo e Bellini). (Dall'ant. ostello « albergo; magazzino »: v.).

Ostello (Term. sec. XIV). — Magazzino. (Pegolotti Balducci, 1340: Edler 198). (Significò comunemente « albergo »: Bezzola 63).

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