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Paraguai. — Paglietti, guardalati.

Parallasse. — Angolo sotto il quale un osservatore, situato al centro del Sole o di un pianeta, vedrebbe il raggio terrestre. La parallasse dell'astro osservato viene introdotta nei calcoli di astronomia nautica per passare dall'altezza apparente all'altezza vera dell'astro stesso. V. Orizzonte. — Parallasse orizzontale (di un astro): quella che corrisponde alla posizione dell'astro quando è all'orizzonte e che ha il valore massimo, il quale per il Sole è di circa 9 secondi di arco, per i pianeti pure di pochi secondi e per la Luna raggiunge il valore di circa un grado. Per le stelle il valore della parallasse è zero, data l'enorme distanza in confronto del raggio terrestre. La parallasse orizzontale si ricava dalle effemeridi. — Parallasse in altezza (di un astro): quella che corrisponde ad una posizione qualsiasi dell'astro al di sopra dell'orizzonte. Si calcola in funzione dell'altezza dell'astro in base alla parallasse orizzontale ricavata dalle effemeridi. Allo zenit il valore della parallasse è zero. V. Età della marea s. Marea.

Parallela. — Strumento usato nel carteggiare, per tracciare le rotte e i rilevamenti. (Guglielmotti; Bardesono).

Paralleli di ferro. — Usati un tempo per zavorra. (Stratico III 206).

Parallelo: — Parallelo terrestre: ciascuno dei cerchi minori tracciati idealmente sulla superficie terrestre, tagliandola con dei piani paralleli all'Equatore. I luoghi che si trovano sullo stesso parallelo hanno una medesima latitudine. Sulle carte ridotte o di Mercatore i paralleli sono rappresentati da rette parallele ai lati orizzontali delle carte stesse e che distano tra loro secondo la legge delle latitudini crescenti. — Parallelo celeste: ciascuno dei cerchi minori tracciati idealmente sulla sfera celeste prolungando i piani dei paralleli terrestri.

Paralumi (Term. disus.). — Ripari di legno, dei quali devono essere provveduti, dalla parte interna del bordo, i fanali laterali dei bastimenti. Tali paralumi vanno diretti nel senso di poppa e prua, e devono essere situati in maniera da non potere scorgere il fanale verde stando sulla sinistra della direzione della prua, né il fanale rosso stando sulla diritta di tale direzione. (Laugieri). Si chiamano Offuscatori. Secondo il regolamento per prevenire gli abbordi in mare i fanali di via laterali, rosso e verde, debbono essere provveduti ciascuno dal lato interno del bastimento di un offuscatore che si prolunghi almeno 91 centimetri a proravia del fanale, in modo da impedire che questo possa esser veduto dall'altra parte della prora. Sono generalmente in legno e vengono dipinti rispettivamente in rosso e in verde.

Paramali (Term. sec. XV). — Ufficiali di galea, forse del Levante, nominati dal Brancacci (paramali delle galee), ma non definiti meglio. (Zaccaria, Raccolta 314).

Paramàn (Venez.). — Guardapalma.

Paramari (Term. ant.). — Battimare. (Stratico, I 332, 432). Venez. Botasseto. — Paramàr (venez.): scarpa (per l'àncora).

Paramarre. — Tavolone, ricoperto di lamina in ferro, situato fuori bordo, inferiormente alla gru, per parare i colpi di marra dell'àncora sulle navi in legno, dotate di àncora di tipo comune. (Fincati). — Paramarra (ant.): v. s. Scarpa. (Guglielmotti).

Paramenzali (Plur.; term. sec. XVI). — V. Paramezzale.

Paramezanu (Còrso). — V. s. Paramezzale.

Paramezzale. — Pezzo longitudinale che corre da poppa a prora al di sopra della chiglia e, quasi per intero, parallelo ad essa, e che serve a stabilire un buon collegamento delle ossature tra loro e contribuisce alla resistenza longitudinale della nave. Sulle navi in legno ha sezione rettangolare ed è composto di diversi pezzi impalellati che poggiano al di sopra dei madieri, ai quali sono uniti, come alla chiglia, per mezzo di perni passanti di rame.
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Sulle navi in ferro il paramezzale può avere forme svariate e si unisce in varii modi ai madieri; si ha cioè il: — Paramezzale continuo sui madieri: che appoggia sui madieri in modo simile alle navi in legno; — Paramezzale intercostale, intercostato: che è composto da una serie di rettangoli di lamiera interposti fra i madieri ed uniti a questi per mezzo di verghe angolate verticali; — Paramezzale continuo fra i madieri: costituito essenzialmente, da una lamiera verticale, disposta nel piano longitudinale, che attraversa i madieri e che funziona, con l'aggiunta di altre opportune strutture, anche da chiglia (chiglia-paramezzale), ovvero, nelle navi a chiglia piatta, si unisce a questa mediante due verghe angolate inferiori, e superiormente a un paramezzale orizzontale mediante due verghe angolate superiori. Questo secondo sistema è più usato nelle navi da guerra e nelle navi mercantili più grandi. (Russo). — Paramezzali laterali: nelle navi in legno pezzi longitudinali posti, per maggiore robustezza, a dritta e a sinistra del paramezzale centrale e uniti ad esso, ai madieri, alla chiglia, ai torelli e ai contro-torelli, mediante lunghi perni. Nelle navi in ferro sono costituiti da verghe angolate o da lamiere poste in una posizione intermedia tra i ginocchi e il paramezzale centrale; in corrispondenza dei ginocchi si pongono pure dei correnti longitudinali, detti Paramezzali sulla parte inferiore del ginocchio. V. Parascosa. — Paramezzale: la scassa e il pagliolo che sostengono la macchina a vapore. (Bustico). Non si usa. — Còrso Paramezanu: scassa. Anche Garlinga. — Letto del paramezzale: v. s. Letto. (Arch. napol., 1274: paramisale et mursatae de plano ... [Guglielmotti]; Consol. mare: paramigiale [v.]; Garzoni [871]: paramenzali; manoscritto sec. XVI: premezzano; Pantera, Crescenzio, 1602: premezano; Sanudo [XXIV 28], 1516: paramozal [forse sbaglio]. Venez. paramezàl, genov. pāmezzâ, catan. paramizzali).

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