Parare3 (Term. sec. XV, XVI). — Fermarsi (di nave). (Cadamosto; Vespucci: Zaccaria, Elemento iber. 300).
(Dallo spagn., portogh. parar « fermarsi ». Pararsi « fermarsi [dell'acqua] » dei Saggi di naturali esperienze [Magalotti] è invece un riflessivo di parare « trattenere il moto, il corso d'una cosa »).
Parasarcia (Venez.). — Parasàrtia. (Guglielmotti).
Parasarta (Term. ant.). — Parasàrtia. (Guglielmotti).
Parasàrtia. — Ognuno dei tavoloni orizzontali sistemati fuori bordo per fissarvi le estremità inferiori delle sartie degli alberi maggiori e dei paterazzi dei minori e per dare loro maggiore quartiere.
Le parasartie si distinguono in: di maestra, di mezzana, di trinchetto, di destra, di sinistra. (Parrilli; Bardesono). Ant. Parasàrchie.
Il Guglielmotti cita pure le varianti Parasarta, Parasarcia, che è la forma venez. (Parasarce, plur.). Venez. anche Bancazza, genov. Pāsàrtie.
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Àncora di parasàrtia: v. s.
Àncora (p. 30).
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Listone dei parasàrtie: v. s.
Listone.
Parascerno (Term. ant.). — Forma latina che il Guglielmotti riporta dal D'Aquino, per Paranzello.
Paraschelmo. — Falchetta. (Bustico). Non si usa. Cfr. Paraschermo.
Paraschermo (Term. dei pesc. adriatici delle Marche). — Capo di banda. (Provenzal, Usanze e feste 74, nota). Anche Cavo di banda.
Parascosa (Term. ant.). — Paramezzale delle scose, nei bastimenti di fondo piatto. Oggi Paramezzale laterale.
Parascòsole (Venez.). — Serrette. (Garzoni 871; Tonello; Ninni 199).
Paraselene. — Fenomeno ottico atmosferico, simile a quello degli aloni lunari, ma di maggiore luminosità, tale cioè da fare apparire molto ingrandita la forma della Luna. Il fenomeno è dovuto, come per gli aloni, alla rifrazione e alla riflessione operate sui raggi luminosi dai cristalli di ghiaccio formanti i cirro-strati, ma, causa il vario orientamento di questi, si producono altri circoli, segmenti di circolo, strisce luminose ecc., che, sovrapponendosi, determinano un'intensa luminosità. (Giorgis).
Parasoli (Term. sec. XVII). — Tendaletti di cotonina o d'altra materia, che si mettevano alla poppa, per ripararla dal sole. (Pantera: Tommaseo e Bellini). Oggi si chiamano Tende e si possono mettere da poppa a prua per tutta la lunghezza dei ponti scoperti.
(Cfr. parasole « ombrellino da sole »).
Parasquadri (Term. sec. XVII). — Paratìe. (Pantera, 1614: Tommaseo e Bellini).
Parata1. (Term. ant.). — Guardalati.
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Parate di scialuppa: pezzi di legno (parabordi) applicati al contorno del bastimento, di tratto in tratto, esternamente, tra le parasàrtie, per difendere il bastimento dallo sfregamento della scialuppa, delle botti o di altri colli che s'imbarcano o si sbarcano. (Stratico).
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Corde di parata: pezzi di gómena o altra grossa fune lasciati penzoloni dal bordo dei bastimenti piccoli, per difenderli dall'urto con altri bastimenti. Anche Corde di difesa. (Stratico). Non si usa più; oggi Parabordi.
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Reti di parata: reti da posta.
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Parate (abr.): graticciata, fatta per pigliare il pesce nel fiume.
Parata3. — Uno degli onori navali che si rendono dalle navi da guerra e che consiste nello schieramento dell'equipaggio sulle navi, sia all'àncora, sia in navigazione, sul capo di banda, sulle tughe e sulle passerelle, con la fronte in fuori e in maniera che ciascun uomo sia a distanza di un braccio da
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quelli contigui. Sulle navi a vele quadre si esegue tuttora anche la parata tradizionale sui pennoni, ma soltanto essendo all'àncora; in navigazione è sostituita dalla parata sulle sàrtie.
Nella R. Marina italiana la parata viene eseguita incontrando in mare la nave che batta lo stendardo reale o quello dei reali principi, o quando detti augusti personaggi giungano o partano per via di mare. Negli stessi casi la parata si esegue pure per il sommo pontefice e per i sovrani e capi di stato esteri e per i principi consanguinei di famiglie regnanti estere.
Per tutti gli stessi personaggi e per i cardinali la parata viene eseguita quando sbarcano da bordo di una regia nave.
Ant. anche Spalliera. (Stratico).
In taluni casi durante la parata viene eseguito anche il saluto alla voce.
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Parata a riva: sulle navi a vele quadre e all'àncora, schieramento in parata dell'equipaggio in piedi sui pennoni e lungo l'albero di bompresso. In navigazione gli uomini destinati per la parata a riva si dispongono invece sulle sàrtie.
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In parata: in assetto di parata per rendere gli onori.
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FARE LA PARATA: addobbare un vascello bastimento di tutte le sue bandiere e di tutti i suoi pavesi. (Stratico). Venez. Meter in parada la nave. Non si usa; si dice Alzare la gran gala di bandiere, o anche Pavesare, Impavesare.
(Parata, quale termine militare divenne comune in Italia nel secolo XVII, sostituendo in parte il termine
mostra [v.]: dallo spagn. parada: v. Grassi; Olivieri, Diz. genov., s. Paradda; Valeriani, Voci erronee; Zaccaria, Elemento iber. 300).