Quarnara (Term. sec. XVI, XVII). — Fune della medesima grossezza delle sàrtie, la quale pende con due capi da una girella che dicon Mazzaprete, attaccata al calcese. (Crescenzio, 1602; Tommaseo e Bellini; Garzoni 872). Anche
Carnara (v.), Carnale. Deve corrispondervi pure
Quadernale (v.).
Secondo il Guglielmotti anche Cuarnale, Cuarnara. Còrso Chernala.
Quarnaro (Term. sec. XVII). — Vento foraneo. (Oudin; Duez; Veneroni). Cfr.
Quarnèra (venez.).
(Dovette essere termine in uso sulle coste occidentali dell'Adriatico, poiché esso dovette accennare alla direzione del Quarnero).
Quaro (Venez. ant.). — Quadro (aggettivo). Mocenigo, Ordini: ... una bandiera quara a pope. (Corazzini).
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Vele quarre: v.
Quarre.
Quarre (Vele ~) (Venez. sec. XVI). — Vele quadre. (Garzoni 867, 874; a p. 872 vele quarze, per isbaglio). V.
Quaro.
Quarta1. — Ciascuna delle 32 parti in cui è suddivisa, a cominciare da nord e passando per est, la rosa di una bussola graduata in venti principali e mezzi venti, aventi l'ampiezza di 11 gradi e 15 primi, che corrisponde alla quarta parte di ciascuno degli 8 venti principali.
Le suddivisioni in quarte sono individuate da piccole figure geometriche a forma di rombo incise sulla rosa, e perciò le quarte sono denominate anche Rombi.
La quarta si suddivide in due mezze quarte o in quattro quartine. L'ampiezza (2°48'45'') di quest'ultima suddivisione forniva un'approssimazione sufficente per la indicazione delle rotte e dei rilevamenti nella navigazione a vela. Oggi si usa invece, per la maggiore precisione, la suddivisione in 360 gradi a partire da nord e passando per est.
In talune rose è segnata la doppia suddivisione, in gradi e in quarte, con unica origine dal punto nord.
Per individuare la direzione del vento, del mare e talvolta anche il rilevamento polare approssimato di una nave in vista o di un punto della costa, si usano ancora le indicazioni in quarte.
La quarta si usa talvolta anche come unità di misura approssimata dell'ampiezza di archi di orizzonte.
— Con riferimento al vento: ogni quarta parte di ciascuno degli otto venti principali (Borea, Ostro, Levante, Ponente, Maestro, Greco, Libeccio, Scirocco) segnati sulla bussola italiana (v. sopra). Stratico: Quarta di vento.
Garzoni (877): Quarte, i 16 rombi scritti sulla bussola tra i 16 venti (8 principali e 8 mezzi venti).
Quarta anche nel Sassetti, in C. Bartoli, Carletti, ecc. Spagn., portogh. Cuarta. (Zaccaria, Elemento iber. 334; Tommaseo e Bellini).
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Quarta di libeccio;
Quarta di levante (sec. XVII). Falconi: Navigando molte giornate per la quarta di libeccio verso mezzogiorno. Port. Lev.: Alla quarta di levante inverso il greco tu vederai una bocca e sta per greco. (Tommaseo e Bellini).
Quarta2. — Tempo di guardia (4 ore), fatto a bordo. Disusato; oggi Guardia.
Quarta è attestata per il genovese (basso lat.) nel 1330 (Stat. genov.; Jal).
Quartabuono. — Angolo compreso tra il piano del garbo e la faccia esterna delle ossature di una nave, o la superficie della carena, variabile lungo il contorno di una stessa ossatura e da un'ossatura all'altra, misurato per lo più secondo una sezione retta (quartabuono normale). Anche Quartabono, Cartabono (Fincati).
I quartabuoni si rilevano dal disegno o tracciato alla sala per i varii piani trasversali della nave (piani del garbo) e per i varii punti dell'ossatura, mediante speciali costruzioni geometriche. (Russo).
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Quartabuono delle ossature: angolo di apertura delle due lame delle verghe angolate delle ossature che si connettono al fasciame esterno delle navi in ferro.
Quartale. — È registrato dal Guglielmotti e dal Corazzini, quale aggettivo, nel senso di « Attenente a quarto », ma esso non esiste nella lingua marinaresca, né altrimenti. Quartale (non aggettivo, come ha il Fanfani, ma sostantivo) è solo un termine teatrale. (V. Tommaseo e Bellini; Petrocchi).
Quartarolo1 (Term. sec. XVII). — Vogatore, che era quarto dopo il vogavanti,
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compreso questo. (Pantera, 1614; Diz. maritt. mil.: Tommaseo e Bellini). Non Quarterolo, come ha il Guglielmotti.