Sciarretta (Term. ant.). — Rete di bastingaggio. (Carletti: Zaccaria, Elemento iber. 363). Il Falconi ha
Sciarette (v.).
(Dallo spagn. ant. xareta, moderno jareta).
Sciasctur. — Galleggiante di legno, lungo circa m. 6 e largo 2, capace di caricare 5 o 6 tonnellate, usato da antica data in Mesopotamia come mezzo di trasporto sui fiumi, navigando soltanto nel senso della corrente, guidato da 2 o 3 persone.
All'arrivo a destinazione il galleggiante viene venduto per demolizione e il personale torna al luogo di partenza per vie terrestri. Questi galleggianti possono navigare anche accoppiati.
Durante la guerra mondiale ne fu migliorata la lavorazione dai Tedeschi che operavano con le truppe turche per trasporti di munizioni, torpedini ecc., fino a realizzare una portata di circa 20 tonnellate. (Cfr. Rivista Marittima, luglio-agosto 1934, p. 13-14).
« Chi, in Italia, ha usato questa grafia evidentemente ha trovato nella sua fonte un tedesco Schachtur e ha creduto che il ch fosse da pronunziare alla francese.
Senonché la descrizione è quella di una zattera eguale alle zattere che si costruiscono, per esempio, nelle vallate carniche per inviare il legname dai torrenti al Tagliamento e poi al mare, ove la zattera viene scomposta, costituendo essa stessa una grossa parte del legname che si voleva spedire.
Ma questo senso di sahtūr [o, in grafia meno scientifica, shakhtūr] è del tutto ignoto. V.
Shakktūr ». Comunicazione di C. A. Nallino).
Scïata. — Azione dello sciare. (Guglielmotti). Venez. Siada.
—
DAR UNA SIADA (venez.): sciare.
— (Figur.) Arrestarsi.
Sciatta (Term. ant.). — Barchetta. (D'Alberti, 1805; Tramater). Usata anche dal Botta. (Guglielmotti). V.
Chiatta.
— (Ant.) Bastimento da trasporto usato per il carico e lo scarico delle navi e per cabotaggio. Franc. Chatte. (Jal).
(Il traduttore del Saverien, 1769, Vocab. franc. - it., p. 13, rende il franc. chatte con sciatta: sciatta dal franc. chatte, su cui v. Jal, e questa dall'ant.
catta: v.).
Sciavechèlla (Napol.). — Sciabichello. Reggino Sciabachèddu.
Sciavecuotto (Pugliese). — Sciabichello. (Min. Agric., La pesca II 474).
Sciavirare (Term. disus.). — Travirare. (Guglielmotti). Nella marina toscana, secondo il D'Ayala, vi corrisponde Ribaltare, Mandar sossopra, e anche Abbarcare, Traboccare. Giusta lo stesso autore, il D'Alberti ha Cappeggiare in tal senso, ma in realtà questi ha Cappeggiare nel senso di « Volger sossopra le manovre, o le gómone », e di « Legar ben forte il timone, per fare strada a fil di vento ».
(Sciavirare dal franc. chavirer « capovolgersi, abboccare, fare scuffia »).
Sciavoga. — Il lavoro che fanno i remi di un'imbarcazione, quando con quelli di un lato si voga e con quelli dell'altro si scia. Corazzini: Scia-voga. V.
Sciascorre;
Sia voga.
Scielinga. — Piccolo naviglio indiano, leggerissimo, di banda, costruito senza chiodi, e dal fasciame cucito con filo di cocco o stoppa di palma. (Saverien). Franc. Chelingue.
Sciere. — Uno dei due grandi barconi non alberati, collocati alle testate del corpo di reti delle tonnare, detto anche Scevo, Usciere, Palischermo d'entrare o Vascello (sardo). L'altro barcone è il Capo rais. (Min. Agric., La pesca II 191). Siracus. Scieri.
Scifone. — Variante di
Scione (v.), secondo Tommaseo e Bellini (s. Scione), basata su un passo del Crescenzio, ma sostituzione arbitraria allo
Scilone (v.) di questo. V. invece
Sifone.
Scilla. — V. Scilla e Cariddi, s.
Garòfalo.
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(Per il sicil. galòfaru, ecc., v. anche Maccarrone, Arch. Glott. XXVII 181, 193-194).