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Tacheòmetro. — Strumento alto-azimutale usato in topografia.

Tachi della gradella (Term. sec. XVI). — V. s. Gradella.

Tachimetro. — Strumento per misurare il numero di giri di taluni motori.

Tafanga (Isole Tonga). — Piroga a pagaia. (Jal).

Tafarese (Term. sec. XIV). — Battello. Balducci Pegolotti (c. 1340): Barca, gondola, fopano in provenzalesco e tafarese in cipri, e feuto in fiamingo, batello et batto in francesco, paliscarmo in più linguaggi. Questi nomi vogliono dire: piccole barche, e piccole vaselle, che conducono le mercatanzie da un paese a un altro. (Jal). (Feuto pare errore per Scuto). Cfr. spagn. ant. (sec. XVI) Taforea (v. Jal), spagn. moderno Tafurca « Chiatta per trasportare cavalli ». (Tafurca dei dizionarii spagnoli del Salvá e del Frisoni è sbaglio di stampa). Taforea, Tafforea dell'Ulloa (secolo XVI) rendono il portogh. Taforea. (Zaccaria, Elemento iber. 375-376). (Forse connesso con tafferia, catino: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8533; Lokotsch 1991).

Taffenera (Napol.). — Delfiniera.

Taffera (Napol.). — Delfiniera. (Corazzini). Deve essere sbaglio per Taffenera, data dal Guglielmotti.

Taforea (Spagn. ant.). — V. s. Tafarese.

Tafurea (Spagn.). — V. s. Tafarese.

Taga (I metà sec. XIX). — Amante. (Stratico). Dopo il 1836, cioè dopo l'abolizione della lingua francese nella Marina da guerra sarda, fu ancora per qualche tempo usata questa parola. (Fincati 21). Il Saverien (1769) ha Itaco. — Itaco falso (sec. XVIII): « manovra, che è attaccata e raccomandata d'ordinario al lato sinistro del vascello, e che quindi, passando per una carrucola piantata dietro l'albero di gabbia, va ad unirsi al braccio di penna di mezzana per una carrucola di rimando. Serve questa a issare il gabbiozzo, e in alcune congiunture a sostenere l'albero di gabbia ». (Saverien). Anche Falsa susta. — Itaco di palano (sec. XVIII): « corda che trasmette o comunica lo sforzo d'un senale che assai spesso passa in una carrucola di rimando ». Venez. Susta di senale. (Saverien). (Dal franc. itaque: Valkhoff 175).

Tagano (Livorno, Viareggio, Isola del Giglio). — Coltello da marinai a lama fissa, col manico di legno, usato per raschiare, mozzar corde, e così via. (Nieri 270; Merlo, It. Dial. VIII 220). Genov. Tagàn (Panzini 767, s. Yatagan). (Petrocchi: tagano « specie di coltello moresco, non com. », sicil. taganu, jataganni, sciabola turchesca: Traìna; Pitrè, Studi Glott. VIII 105. Dal turco yâtâgân o yatâgân [francese yatagan] « breve sciabola [o lungo coltellaccio] turca, per combattimento e per esecuzioni capitali, con lama lunga circa 50 cm., concava dalla parte del taglio, convessa da quella della costola, più larga verso la punta che non presso l'impugnatura. Nei dialetti arabi della Tunisia e dell'Algeria il vocabolo turco è divenuto yatâgân o yatâgân; di lì è passato al siciliano di Trapani. Comunicazione di C. A. Nallino).

Tageri (Vicent.). — Sono dette così le ninfee del Lago di Fimón (Arcugnano), le quali servono a sovrapporvi il pesce (vicent. contad. tagero « tagliere »). (Ottone Brentari e Scipione Cainer, Guida di Vicenza, II ed., Vicenza, 1888, p. 84). Le ninfee son dette Tageri anche a Venezia.

Tàgghio (Tarant.). — V. s. Mamòzio.

Tagia (Term. ant.). — V. s. Targia.

Tagiagrisiòle (Venez.; term. dei valligiani). — Ferro tagliente simile a un larghissimo scalpello, acciaiato, con manico di legno, impiegato per tagliare sott'acqua i cannicci vecchi impiantati nel terreno fangoso, per ripiantarne altri. V. Scasso.

Tagiame (Venez.). — Bozzellame. (Stratico III 214).

Tagie delle mure (Venez. sec. XVIII). — « Pezzo di legno rotondo, o a tagliere, o padella, che si pone nel davanti dei vascelli da carico, o dei piccoli vascelli, i quali non hanno sperone, e che serve a tenere le amure dell'albero di mezzana ». In italiano allora si chiamava Butta-largo, Buttalargo. (Saverien 107). (Cfr. valsug., bellun. tàgia « pedale tagliato »).

Tàgio (Vela a ~) (Venez.). — V. s. Latino.

Taglia. — Bozzello a più pulegge (doppio, triplo o quadruplo). Poco usato oggi, e soltanto nel linguaggio comune. Pantera (1614): Taglie sono pezzi di legni, ne i quali
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si voltano le girelle. Crescenzio (1602, p. 115): Per espalmar è necessario voltar pian piano la Galea, fin tanto che la Carena si vegga fuor della superficie dell'acqua: il che se farà per mezo di due taglie da quattro Poleggie l'una, ove si mette il lavoro (v.) del Prodano . . . (V. Jal). « La taglia, quando sia solitaria, piglia il nome di Tagliozza, Tagliolina, Pesce, e Ragna: e serve a sostenere i fili centrali delle tende; ed a distendere le molte banderuole dei segnali: accoppiata, diviene macchina di forza ». (Guglielmotti). V. Paranco. Il Guglielmotti attribuisce qui a Taglia il significato anche di « Bozzello semplice ». In quanto alle denominazioni particolari, Tagliozza e Tagliolina non si usano; Pesce e Ragna indicano la figura speciale assunta dai varii fili che passano per il piccolo bozzello, non il bozzello stesso. — Taglie da ghindare di due occhi (secolo XVII): v. s. Ghindare. — Taglia dei pontoni a biga: paranco a più fili, detto anche Apparecchio. (Corazzini). Poco usato e soltanto nel linguaggio comune. — Taia ugnola (venez. sec. XIV o XV): taglia semplice. (Jal, s. Taia). (Basso lat. tallia [1274: Camera, Amalfi, II, LX], tagia [1268, doc. genov.]; Fabbrica di galere: taia: dal lat. taliare « spaccare »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8542; Ramondo, Arch. Glott. XIX 172).

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