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Pescatora (Tartana ~)
Lemma

— Tartana destinata alla pesca. (Rambelli 626).

— « Bastimento da carico nel Mediterraneo, che ha un solo albero a calcese ed una vela latina simile a quella delle galee, guernita nello stesso modo, con sartie a colonna. Vi si aggiunge davanti un flocco, che si mura all'estremità della freccia o bittalò. Quando il vento è alquanto forte, le tartane portano una vela quadra che chiamano Trevo. Vi sono delle tartane che fanno de' lunghi viaggi, ma d'ordinario s'impiegano nel commercio del Mediterraneo pel cabottaggio e per la pesca ». (Saverien; Stratico). Pantera (1614, p. 44): Le Tartane portano tre, et alle volte più vele, ma picciole, et in modo accommodate, che vanno benissimo quasi con ogni tempo. Citate anche dall'Oudin (1663), dal Consol. mare Gen., dal Buonarroti il Giovane, ecc. (Tommaseo e Bellini). — Tartana (sec. XIV): bastimento da commercio e da trasporto mosso da vele, lungo, con 2 alberi, veloce, obbediente alle manovre di mare. (Venezia e le sue lagune I 212). — Tartana da guerra (sec. XVII): bastimento da guerra con 3 alberi, 2 o 4 cannoni di grosso calibro, e 12-30 cannoni petrieri. Anche Tartana grossa. (Venezia I 212). — Tartane a coppia: paranze. — Tartana francese (sec. XVII): sorta di tartana agilissima. Crescenzio (1602, p. 526): Hanno queste Caravelle, o picciole Navette, (chiamano i Greci d'hoggi alla Nave Caràvi) quattro Alberi, oltre la Zevadera, et nel primo di Proda portano la Vela quadra con il suo Trinchetto di Gabbia, ma negli altri tre, tre Vele latine, con le quali caminano contro i Venti, come fanno le Tartane Francese in questo Mare, et sono si snelle, et leggiere a voltare, che pare che habbiano i Remi. (Spagn., portogh., catal. tartana, franc. tartane: dal basso lat. tarta [v.]: cfr. Lokotsch 2036. Dal provenz. ant. tartana « falcone », prov. moderno tartano « uccello di preda »: Vidos, Zeitschr. Franz. Spr. LVII 12-14).

— Rete da pesca a strascico. V. s. Cocchia. « Le due curve, che in corrispondenza della bocca della rete corrispondono alla lima di scorzo e alla lima da piombo, diconsi Ruote della lima di scorzo e della lima da piombo, e hanno al centro delle rispettive curvature due scaglietti di rete di spago più grosso in forma di triangolo limitati dal carion da scorzo e carion da piombo, ai quali rispettivamente corrispondono un rinforzo nella armatura dei cortici superiormente, e inferiormente una fasciatura della lima di fondo legandovi cavi di sparto (Paglietti) o pezzi di legno (detti Rugoli) per meglio superare gli ostacoli del fondo. Anche i margini delle ali, come quelli del sacco, sono forniti superiormente da sugheri (Lima da cortici) e inferiormente da piombi (Lima da piombo) e talvolta semplicemente da una lima di canapa ». (Min. Agric., La pesca II 198). A San Benedetto del Tronto: « Il sacco della tartana ha una bocca alta ottanta centimetri, col labbro superiore che sopravanza quello inferiore, a tettoia. Quando il pesce si sente la rete vicina, guizza in alto, batte contro il labbro superiore e viene inghiottito. È una bocca assai ornata quella della rete: il labbro di sopra, ad esempio, porta attaccati una serie di palloni di vetro, vuoti, detti Fiaschi ma senza collo e bocca, una specie di piccole boe o cocozze che tenendo a galleggiare spingono quella parte di bocca della rete verso l'alto; quest'orlo si dice Lima da sughero e un tempo, infatti, al posto dei fiaschi stavano mattoni di sughero. Il labbro inferiore - Lima da piombo - è zavorrato con piombo e tende in basso. In tal
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modo la bocca della rete - che il peso della colonna d'acqua altrimenti schiaccerebbe sul fondo come una pizza - resta aperta ». (Virgilio Lilli, Corriere della sera, 22 maggio 1936). Termini relativi alla tartana sopra descritta: — Calamenti: il tratto (circa m. 200) di manilla o cavo misto del sacco della tartana. Forse più precisamente significa: i due tratti (circa m. 200) di manilla o di cavi assortiti che fanno capo ciascuno a una parete della tartana quando viene calata, e che all'altra estremità sono legati ciascuno a un cavo di canapa per il rimorchio. — Celetto: parte superiore del sacco della tartana, tenuta sollevata dai sugheri di cui è fornita. Anche Cielo. — Divergenti: le due pesantissime tavole ferrate poste all'estremità del libano della tartana per la pesca meccanica con un solo natante. V. Rete a strascico. — Lenze: v. s. Scaglietti. — Mazze: manichi del sacco della tartana. Forse si tratta degli staggi o stazze (magliucci) di legno con cui cominciano le pareti della tartana e che servono a tenerle tese nel senso della larghezza. Ai due staggi è legato un sistema di corde attorcigliate di sparto (mazzette), e all'estremità di questo è legata la sagola, saula o resta. (Anche a Gaeta: Min. Agric., La pesca II 198). — Scaglietti (v.). Anche Lenze, verso la coda. — Tartana chiara: specie di rete detta a strascico. — Tartana spessa: specie di rete detta a strascico.

[...] , Paranza, Sambuco, Sciabecco, Trabaccolo, Tartana. TIPI FLUVIALI E LACUSTRI: Burchio, Burchiello, Gabarra, Ciarmotta (romano), Barcón (v.). Barbotta (ant.). TIPI LAGUNARI E PORTUALI: Caicco, Gondola, Iole, Lancia, Scappavia, Schifo. TIPI PORTUALI PER ALLEGGIO: Bettolina, Chiatta o Piatta, Maona, Peata, Sàndalo. — Barca aperta o scoperta: senza ponte. — Barca d'avviso: v. Avviso. (Tonello). — Barca cannoniera (term. sec. XIX): bastimento da guerra, basso e piatto di fondo, con un [...]

[...] Bastone1: — Bastone di fiocco: lo stesso che Asta di fiocco (v.). — Bastone di coltellaccio: più usato Asta di coltellaccio (v.). — Bastone di Giacobbe (ant.): v. Balestriglia. — Baston da rede (venez.): pezzo di legno posto in cima alla rete da tartana, raccomandato a un libano, o a quel piccolo cavo d'erba assai sottile che porta i sugheri, coi quali è tenuto in aria il panno della rete. (Boerio). [...]

[...] Bilancella. — Barca da pesca, più piccola della tartana, con un solo albero a vela latina e un buttafuori per un fiocco. Generalmente le bilancelle pescano appaiate: in paranza. Genov. Balansèlle (plur.); all'Elba Laccone. [...]

[...] Brazzèra (Venez.). — Barca a vela con due alberi, che va anche a remi, con sei rematori e un timoniere, molto usata nella navigazione più che costiera del golfo di Venezia. (Non Brázzera, come ha il Guglielmotti). (V. Jal). — Ancon. Bracera: sorta di tartana usata per la pesca colle reti mobili, sopra tutto la negossa. Braceri: gli uomini incaricati della manovra della rete, che si fa a forza di braccia. (Spotti). (Brazzèra a Venezia è anche la «barella»). [...]

[...] Cocchia. — Rete da pesca a strascico, usata nell'Adriatico, più grande della tartana. Il sacco, di forma tubolare mantenutagli da cerchi di legno, è lungo da cinque a sei metri, con maglie che vanno restringendosi verso il fondo. Viene trainata da due barche (bragozzi o tartane). È la venez. e triest. Còcia « strascino », messa in forma italiana. Coccia e Cocia nel Corazzini. Venez. Pesca a còcia: pesca delle paranze o bilancelle, cioè fatta con due barche e una rete in mezzo. V. Paranza [...]

[...] Garello. — Pezzo di sughero raccomandato in fondo al cappelletto della manica della rete da tartana, che serve per segnale in caso che si strappino le spilorce e si perda. (Rambelli 163). (Cfr. lucch. garèlle, mont. pist. carèlle « assicelle formanti il piano dei canicci nei metati »). [...]

[...] Iacque (Term. sec. XVII). — Bastimento grande come una tartana, usato a Berlino, secondo il toscano Bichi, che scriveva da quella città nel 1696. (Zaccaria, Raccolta 320). [...]

[...] Martingana (Napol.). — V. Marcigliana. (Guglielmotti). — (Sicil.) Nave con un albero. (Pasqualino; Mortillaro). Catan. Marticana (Nicotra), anche nel Vinci (messin.; 1759), e nel Pasqualino (1789). — (Reggino) Tartana, bastimento di commercio. (Malara). [...]

[...] Paranze1. — Barche con un albero a calcese e con lunga antenna, a vela al terzo, della capacità di circa 20-50 tonnellate, adoperate talvolta per il piccolo cabotaggio, ma più di tutto per la pesca con la rete a strascico (v.), presso le coste dell'Adriatico. (Stratico, Appendice; Tommaseo e Bellini; Bardesono). V. Paranzelle; Paranza; Tartana. — PESCARE IN PARANZA: pescare con le paranze. (Dal napol. paranza « coppia; fila; squadra », mparanza « di paro; di fronte; in ischiera », sicil [...]

[...] , sarde, minutaglia, zanchette, seppie, pannocchie, scampi, peneidi (mazzacuogni). — Pesca con recipiente: fatta, in genere occasionalmente, con l'uso di recipienti di forma diversa, a pareti sia compatte, sia traforate. — Pesca sportiva: fatta per diporto. — Pesca a strascico: pesca con rete a strascico, nell'Atlantico con chalutiers e con trawlers. — Pesca a tartana (venez.): colle paranze. — Pesca con tela di ragno: pesca con cervo volante. — Pesca a togna (venez [...]

[...] Portolatto2. — Motobarca che prende il pesce dalle barche da pesca al largo, e lo porta rapidamente nei luoghi di smercio. (Bardesono). — Portolate (venez.): barchette da trasporto che seguono la tartana con cui si pesca, e portano poi il pesce alle piazze marittime. [...]

[...] : — il Carpasfoglie (Sfogliera, Scacciadiavoli), — la Mazzonara (Sciabichello, Mazzonara scavapietre), — la Mussoliera, — la Mussoliera a piombo, — l'Ostreghèra, Ostregaro, — la Paranza (Tartana), — la Paranza chiara, — la Paranza spessa, — la Sciabica (Tratta, Ingegno, Migavizza, Tuono, Sciàveca, ecc.), — lo Sciabichello, — lo Sciabichello di fondo, — la Tartana chiara, — la Tartana spessa, — la Tartanella (Mestiere cattivo; Gianchettôu, Rastrello o Rastellôu; Ragno; Tartagna [...]

[...] di forma conica, a fondo cieco, di lunghezza variabile e di maglie assai fitte. Quando la rete è in forza, il sacco si mantiene aperto per l'azione discordante dei sugheri e dei piombi. La rete a strascico tipo è la Paranza; altre sono la Coccia (Veneto), la Tartana (Venezia), il Tartanone o Tartarone, la Sciabica, il Carpasfoglie, l'Ostreghèra, la Mussoliera, l'Angamo. Le reti a strascico adoperate dai moto-pescherecci hanno forma simile a quella delle paranze; l'ampiezza della parte compresa [...]

[...] Rezza (Term. ant.). — Tramaglio. (Tommaseo e Bellini). — (Puglie) Tartana. (Dal lat. rētia, plur. di rēte: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 7255; Ascoli, Arch. Glott. IX 104-105. Cfr. vela da vēla, plur. di vēlum. V. Meyer-Lübke e Bartoli, Gramm. stor. it., Torino, 1927, p. 139). [...]

[...] Rugoli. — Pezzi di legno, che, nella tartana e in altre reti a strascico, sono legati alle parti inferiori in corrispondenza delle due curve all'imboccatura del sacco per meglio superare gli ostacoli del fondo. (Min. Agric., La pesca II 198). [...]

[...] Scaglietti. — Nella tartana e in altre reti a strascico, pezzi di rete di spago grosso, a forma triangolare, inseriti nel mezzo della curvatura della bocca, rispettivamente nella parte che striscia sul fondo (Scaglietti da piombo) e in quella superiore che rimane sollevata (Scaglietti da sughero). V. s. Goli e Tartana. [...]

[...] Sfogliara. — « Rete a strascico, d'alto mare, di forma conica, mantenuta aperta da un'asta trasversale, galleggiante, mentre la parte inferiore formante la bocca è guernita di piombi, e rade il fondo, e lo smuove. Vien tirata da una barca. Serve per la pesca delle sfoglie ». (Corazzini). V. Tartana. — Sfoiara (Senigallia): caposfoia (v.). — Sfogliara a spuntero: tartana. [...]

[...] Sopravveste. — Rete a larghe maglie (cm2. 30) posta esternamente a protezione della manica e della parte terminale del sacco nella tartana ed in altre reti a strascico. Anche Zerbera. (Min. Agric., La pesca II 198). [...]

[...] : v. s. Tartana. [...]

[...] Suntieri. — Le due aste, sporgenti fuori bordo, a prua e a poppa del bragozzo, per mantenere aperta la rete (tartana) quando questa è manovrata da un solo bragozzo. (Encicl. It. XXVI 928). Dev'essere sbaglio per Spuntieri. [...]

[...] tarta e tartana pare che non si potrebbero conciliare colla forma araba citata, pur ammettendo un ritiro d'accento). [...]

[...] Tartanella. — Rete a strascico un po' più corta della tartana. [...]

Tartanella (peschereccia)

[...] Tartanella (peschereccia) (Term. ant.). — Bastimento con 2 alberi e vele latine. (Venezia e le sue lagune I 212). — Tartanèdda (sicil.): tartana piccola (bastimento). [...]

[...] Tartanetta1. — Diminutivo di Tartana (bastimento), dato dal Guglielmotti, ma ignoto in marina. [...]

[...] Tartanina1. — Vezzeggiativo di Tartana (bastimento) offerto dal Guglielmotti, ma sconosciuto in marina. [...]

[...] Tartanuni (Sicil.). — Tartana grande (bastimento). [...]

[...] tipo Cesare; Incrociatore tipo Trento; Incrociatore tipo Gorizia; Cacciatorpediniere tipo Scirocco; Sommergibile tipo Balilla; ecc. Si distinguono invece in tipi i Velieri: Nave a palo; Brigantino a palo; Nave goletta; Brigantino; Goletta; Trabaccolo; Tartana, ecc.; e le navi mercantili a propulsione meccanica a seconda della struttura: Nave a struttura, o di tipo, normale; Nave a contro-coperta; Nave a coperta di manovra; Nave con casseretto, cassero centrale e castello; Nave a pozzo, ecc [...]

[...] Cacciadiavolo. — Tartana. Cfr. Scacciadiavoli. [...]

[...] Calamenti (S. Benedetto del Tronto). — V. s. Tartana. [...]

Carion da piombo, da scorzo

[...] Carion da piombo, da scorzo. — V. s. Tartana. [...]

[...] Celetto (S. Benedetto del Tronto). — V. s. Tartana. [...]

[...] Cerbarina. — Rete a maglie larghe posta sopra l'armatura e le gole della tartana. V. s. Sacco. (Min. Agric., La pesca II 198). [...]

[...] Divergenti. — V. s. Reti a strascico (s. Rete, da pesca) e s. Tartana. — Dispositivi che, negli apparecchi dragramine a divergente, hanno lo scopo di tenere distesi e divaricati i cavi. Sono costituiti ciascuno da un prisma di legno a sezione triangolare, munito di timone e di alette, che viene attaccato all'estremità di ognuno dei due cavi del dragamine ed unito al galleggiante per mezzo di un penzolo, che lo obbliga a mantenersi alla profondità stabilita. [...]

[...] Fiaschi. — V. s. Tartana. [...]

[...] Lenze (S. Benedetto del Tronto). — V. Scaglietti s. Tartana. [...]

[...] Lima2: — Lima da cortici, da piombo, di scorzo: v. s. Tartana. — Lima da sughero: v. s. Tartana. [...]

[...] Mazze2 (S. Benedetto del Tronto). — V. s. Tartana. [...]